[Napoli] Occupata Università Orientale in solidarietà con gli attivisti della Freedom Flotilla
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Martedì 01 Giugno 2010 08:52 |
ISRAELE UCCIDE, L'INDIFFERENZA PURE!
Oggi, 1 giugno 2010, abbiamo occupato l'Università Orientale di Napoli per protestare contro il barbaro assalto di Israele al convoglio umanitario Freedom Flotilla. Un'operazione avvenuta in acque internazionali, contro pacifisti disarmati, che ha fatto almeno 9 morti e decine di feriti gravi, e su cui ancora non si sa nulla, visto che Israele non lascia trapelare informazioni, per manipolare i media e l'opinione pubblica internazionale.
Abbiamo occupato l'università perché di fronte all'ennesimo massacro sionista non si può fare finta di nulla, perché oggi è una giornata di lutto e di rabbia. L'abbiamo occupata perché vogliamo ricordare che da 60 anni Israele imprigiona, tortura, nega i diritti essenziali a milioni di palestinesi, trattandoli con disprezzo razzista, e ormai non si fa scrupoli a uccidere chiunque, anche “occidentale”, osi opporsi. Un'escalation che, dopo l'operazione “Piombo Fuso” del gennaio 2009 che fece 1500 vittime, non sembra avere limiti... |
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Giugno 2010 06:56 )
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[Firenze] Antifascisti in Senato Accademico
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Mercoledì 14 Aprile 2010 09:23 |
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Questa mattina, alcuni studenti antifascisti provenienti da varie facoltà dell\'Ateneo fiorentino, hanno momentaneamente interrotto il regolare svolgimento del Senato Accademico per chiedere con forza una presa di posizione da parte dell\'Ateneo fiorentino riguardo la presenza dei fascisti nelle nostre facoltà. Di seguito la lettere consegnata al Rettore Tesi, ai Presidi e a tutti i membri del Senato. Gentili professori, come studenti del Polo delle Scienze Sociali di Novoli vorremmo informarVi di quanto verificatosi lo scorso lunedì 29 Marzo al Polo delle Scienze Sociali di Novoli. Come ogni mattina abbiamo raggiunto il Polo delle Scienze Sociali, chi per studiare, chi per seguire le proprie lezioni, ma purtroppo Quella mattina qualsiasi piano personale è saltato scontrandosi con l\'incredulità, poi con l\'indignazione, che chi scrive ha provato mettendo piede in Via delle pandette. Quella mattina, indisturbati, una quindicina di appartenenti al Blocco Studentesco, organizzazione afferente a Casapound e dichiaratamente fascista, hanno provato a distribuire del materiale pubblicizzante il loro gruppo, velando dietro un aspetto accattivante i soliti programmi xenofobi e razzisti. Noi studenti abbiamo immediatamente creato un presidio spontaneo che ha contestato con forza la presenza di BS, ottenendo infine che i neo-fascisti si allontanassero scortati dagli agenti della Digos. Perchè Voi possiate comprendere la gravità di quanto accaduto, bastano pochi, illuminanti, esempi. I militanti di “Blocco Studentesco” negli ultimi mesi si sono resi protagonisti di svariate aggressioni verso studenti impegnati nelle lotte, immigrati e clochard. Appena due settimane fa nella facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata a Roma, durante un’iniziativa di Blocco Studentesco, autorizzata sia dal preside della facoltà che dal Rettore stesso, sette studenti sono stati pestati, finendo all’ospedale in seguito alle lesioni riportate. Tutti ricorderanno il tentativo di prendere la testa del corteo studentesco che giungeva in piazza Navona, durante le mobilitazioni studentesche di protesta contro i provvedimenti del governo in materia di istruzione, nel non lontano 2008. In quell\'occasione i fascisti di BS, contestati pacificamente dagli studenti, hanno risposto con sprangate e cinghiate, sotto lo sguardo indifferente, se non “complice”, delle forze dell\'ordine, come sottolineato dagli stessi corrispondenti de La Repubblica. Fortunatamente gli studenti antifascisti hanno saputo difendersi da soli. Noi non possiamo aspettare che questi episodi si presentino anche all’interno delle nostre facoltà, le nostre facoltà dove studiamo, viviamo e trasformiamo la Storia, assumendo come irrinunciabile l\'impegno alla promozione della giustizia sociale, della libertà e della solidarietà tra i popoli. Contro questi valori è sorto il Fascismo, è nato sul sangue degli operai, è cresciuto sul sangue degli Etiopi, dei Greci, degli Albanesi, dei Nord-africani, degli Slavi di Illiria e Dalmazia, degli Ebrei, di Comunisti e Anarchici e sulle privazioni cui ha sottoposto la popolazione italiana nel ventennio, si è infranto contro il sangue di migliaia di partigiani. A memoria di quanto avvenuto l\'antifascismo è stato sancito in via Costituzionale, ed è vissuto nell\'azione politica di quanti, fino ad oggi, vedono nel fascismo uno strumento di controllo della società basato sull\'oppressione, sull\'omicidio, sulla segregazione agita da poveri su altri poveri sulla base di motivazioni etniche, per non dire razziali. È la presenza stessa del fascismo all’interno dell\'Università ad essere del tutto inaccettabile, in particolar modo in una città come Firenze, che gode di una lunga storia e memoria antifascista, sempre viva e forte come testimonia la recente opposizione della città allo svolgimento del Congresso della Nuova Destra Sociale. Se l\'Università è una casa per il dialogo e per la solidarietà, dunque noi esigiamo una presa di posizione, che è irrimandabile, da parte dell\'Ateneo fiorentino e dei suoi presidi, perché non vengano concessi alcun spazio ed alcuna legittimità a questi gruppi. Noi studenti già lunedì 29 siamo venuti a chiedere ragione a Voi presidi della presenza di BS quel giorno a Novoli, ma purtroppo in quell’occasione non eravate fisicamente presenti al Polo. Ci auguriamo che ora possiate esprimere una ferma contrarietà alla presenza di questi gruppi all’interno del Polo, che Vi attiviate perché vengano presi i dovuti provvedimenti amministrativi, che condanniate decisamente il fascismo, non solo quello del passato, ma quello che vive ed emana, oggi più che mai, da quei settori della società che hanno interesse a spezzare la solidarietà tra i deboli, gli sfruttati e gli emarginati che pagano la crisi.
Gli studenti e le studentesse antifascistie dell'Università di Firenze collettivopolitico.noblogs.org |
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Aprile 2010 07:24 )
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[dia 5 y 6] manifestazione generale e blocchi!
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Lunedì 12 Aprile 2010 13:36 |
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[dia 5] 12 aprile
Rosa Díez non è ben accetta alla manifestazione contro il Processo di Bologna
Nella serata di domenica 11 aprile Rosa Díez, ex membro del PSOE e oggi leader di UpyD, un partito “españolista” e reazionario, ha rilasciato una dichiarazione in cui rende pubblica la volontà di prender parte alla manifestazione che la Piattaforma Bolonia Fucking Up Group ha indetto per stasera alle 19:00 per protestare contro il vertice dei ministri dell’istruzione dell’Unione Europea e contro il Processo di Bologna.
Gli studenti hanno affermato che la presenza di Rosa Díez non è ben accetta. Le sue posizioni a favore dell’applicazione del Processo di Bologna e il malcelato proposito di accrescere i propri voti in vista delle future elezioni sono alla base del rifiuto espresso dal Bolonia Fucking Up Group. ore 19: manifestazione generale "NO A BOLONIA"  Con pesanti perquisizioni all’uscita della metropolitana, la polizia ha ricevuto i manifestanti che questa sera hanno percorso il centro di Madrid, da Atocha al Ministero dell’Educazione, nella manifestazione convocata dal Bolonia Fucking Up Group. Tremila partecipanti, secondo gli organizzatori, hanno manifestato dietro uno striscione su cui si poteva leggere “L’educazione non pagherà l’Europa del capitale”. Vari spezzoni di studenti di paesi dell’Unione Europea, tra cui si segnalano le delegazioni austriache, greche, italiane e portoghesi, hanno partecipato al corteo al grido, tra gli altri, di “Né LOU né Bologna né precarietà, fuori le imprese dall’università”, “Anticapitalisti”, “Oh no Bologna no”.
Alla manifestazione hanno inoltre partecipato, con striscioni propri, numerose organizzazioni come la CNT, Bloco de Esquerra, Colectivo Paidea de Alcalá, Plataforma por la Escuela Pública de Vallecas.
All’altezza del ministero dell’Educazione, un impressionante spiegamento poliziesco, composto da più di venti camionette e decine di poliziotti in assetto antisommossa con giubbotti antiproiettili, ha ricevuto gli studenti, che hanno dato lettura del comunicato davanti alla porta dell’edificio. Alle 21:00 circa la manifestazione si è sciolta senza incidenti.
Manifesto del 12 aprile
Oggi 12 aprile noi studenti contestiamo nelle strade il Processo di Bologna. Vediamo che la riforma non sta portando al modello meraviglioso che promettevano rettori e ministri. Osserviamo come Bologna significhi maggiori disuguaglianze tra chi può studiare e chi deve lavorare per poterselo permettere. Vediamo come sia un modello che condanna alcuni studi all’ostracismo poiché non redditizi e come dietro ogni cambiamento si celi l’intento di gerarchizzare gli studenti in qualità di futuri lavoratori.
Per questo motivo noi, studenti i tutta Europa, ci stiamo organizzando per rendere visibile questa realtà. Stiamo creando reti in cui coordinare la resistenza allo stesso livello utilizzato dai potenti per organizzare l’offensiva neo-liberale. A Vienna per una settimana abbiamo combattuto il vertice dei ministri dell’educazione degli stati dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore.
Da giovedì a Madrid abbiamo richiesto che la nostra voce venga ascoltata. Per questo abbiamo organizzato nella città diverse azioni di disobbedienza, la disobbedienza verso l’accettazione del fatto che le imprese dirigano la cultura, che le banche sottomettano le nostre vite, che la diffusione della cultura dipenda esclusivamente dai profitti di mercato.
Abbiamo occupato la facoltà di Filosofia e Filologia della Universidad Complutense per poter offrire un alloggio ai partecipanti al controvertice; ma si tratta anche di una dichiarazione di intenti. Vogliamo università piene di vita, create dal basso. Una vita che riconcili l’università con la città che noi studenti abitiamo, uno spazio in cui non esistano attitudini razziste o sessiste, in cui le decisioni siano prese in forma assembleare. Un luogo aperto al dibattito, in cui la conoscenza si costruisca tra tutti e si condivida liberamente.
Questa manifestazione è un primo grido ad alta voce, è la continuazione di una lotta contro Bologna ed è il primo atto di una lotta per un’università popolare, di tutti e per tutti, antirazzista ed antisessista. Un’università aperta, in cui sia la comunità universitaria nel suo insieme a decidere, e non un gruppo oligarchico di imprese private. Vogliamo un’università che ci serva da strumento per migliorare le nostre vite, i quartieri, proteggere il clima… non accettiamo un’università diretta da elite, un’università che precarizza le nostre vite alla ricerca del maggior profitto per le loro.
Invitiamo tutti a lottare in tutti gli spazi possibili, i nostri conflitti sono parte di un tutto. Condividiamo la lotta per una sanità pubblica, per i diritti dei migranti, contro il fascismo, per il femminismo, per l’ambiente… sono lotte per il diritto ad una vita diretta da noi stessi, per un modello di partecipazione radicale.
L’educazione non pagherà l’Europa del capitale! No alla LOU, no a Bologna, no alla Strategia dell’Università 2015! Bolonia Fucking Up Group
[dia 6] 13 Aprile Comicia il summit dei Ministr, cominciano i blocchi... ore 09:00: 20 studenti si “intubano” nel blocco di Atocha
 Alle 9:00, circa 20 studenti hanno realizzato un blocco stradale ad Atocha, “intubandosi” tra di loro e riuscendo ad interrompere il traffico cittadino. L’azione è stata realizzata per protestare contro il Vertice dei Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea che si celebra in questi giorni a Madrid. La polizia è giunta sul posto numerosa e, armata di cesoie, ha cercato di tagliare i tubi e di mettere fine alla protesta usando manganelli. Sono arrivate anche venti camionette antisommossa ed un elicottero ha sovrastato la zona. Nel frattempo i gruppi d’appoggio intonavano slogan come “Il Processo di Bologna si applica a colpi di manganello” e “Né LOU né Bologna né precarietà, fuori le imprese dall’università”. L’operazione della polizia ha richiesto molto tempo a causa della difficoltà di separare l’un dall’altro gli attivisti e di allontanare contemporaneamente i due gruppi d’appoggio. Tutti i partecipanti al blocco sono stati identificati ma nessuno è stato trattenuto. Alle 10:30 l’azione si considera conclusa. more info su centrodemedios.org ore 10:45: comincia il secondo blocco a Cibeles Alle 10:45 di questa mattina, ad un quarto d’ora dal termine del blocco dei venti studenti “intubati” ad Atocha, circa 60 studenti e studentesse hanno formato una catena umana, interrompendo la circolazione lungo le strade di Cibeles, in maniera pacifica, gridando slogan come “Madrid sarà la tomba di Bologna” e “Lottare, creare, potere popolare” e " Botín*, buffone, vai a lavorare". La presenza della polizia continua ad essere nutrita anche se, rispetto al primo blocco, la tensione è diminuita notevolmente.
La polizia ha impedito l’ingresso in metropolitana agli studenti, vietandogli al contempo di ritirarsi in piccoli gruppi. Invece, dietro il pretesto della presenza di neonazisti nella zona i poliziotti hanno “accompagnato” gli attivisti fino ad Atocha. Il risultato finale è stato una manifestazione in cui gli attivisti e le attiviste hanno lanciato slogan ottenendo grande visibilità; all’altezza del Ministero della Sanità gli studenti hanno gridato “No alla privatizzazione di sanità ed educazione”.
Alle 12:00 i blocchi della mattinata si considerano conclusi.
Alla fine della mattinata è stata confermata la notizia di almeno un ferito tra gli attivisti “intubati” ad Atocha, a causa di un pugno in faccia.
Comunicato sui blocchi
In questo preciso momento gli studenti hanno deciso di interrompere il traffico ad Atocha e a Cibeles in forma pacifica. Oggi i ministri dell’educazione vanno a celebrare una riunione informale per valutare le recenti riforme e decidere le linee generali delle prossime. Dal momento che non siamo stati invitati, visto che non ci lasciano partecipare, abbiamo deciso di rendergli difficile l’accesso alla riunione. Per questo motivo, dalla Piattaforma Bolonia Fucking up group abbiamo convocato blocchi pacifici come strumento di disobbedienza civile per lanciare un messaggio: siamo organizzati e convinti che la vostra riforma sia dannosa per noi, studenti di oggi, e per quelli di domani.
L’interruzione del transito che stiamo realizzando vuole bloccare il cammino dei ministri, importunarli, affinché sentano, nell’ingorgo causato dalla nostra azione, che noi studenti siamo in piedi e che ostacoleremo in tutti i modi possibili il loro lavoro di coordinamento. Siamo studenti europei e intendiamo rendere visibile al resto dei cittadini l’esistenza di una contestazione pubblica ed attiva a questa serie di riforme.
Abbiamo convocato, come ulteriore azione del controvertice, anche una biciclettata di protesta alle 20:00 con partenza da Cibeles.
Bolonia Fucking up group
ore 20: Biciclettata contro il Processo di Bologna Alle 20:00 di martedì 13 aprile ha avuto inizio l’annunciata “biciclettata”, atto conclusivo del controvertice indetto dagli attivisti e dalle attiviste della piattaforma Bolonia Fucking Up Group. Lo spropositato spiegamento della polizia che ha accompagnato tutte le proteste di oggi si è ripetuto anche stasera: la polizia ha impedito ai manifestanti di muoversi dal luogo della partenza per circa mezz’ora. La presenza poliziesca si è poi continuata a far sentire in maniera tutt’altro che discreta: un poliziotto ogni dieci metri ad entrambi i lati delle strade da Atocha a Cibeles ed una proporzione di tre poliziotti per ogni manifestante sono stati il dispositivo tramite cui hanno cercato di “vigilare sulla sicurezza cittadina”! Una volta partito, il corteo in bicicletta ha percorso diverse strade del centro di Madrid, passando dinanzi alla sede del Partido Popular (passaggio scandito dalle grida di “Speculatori”), per la calle Moncloa (dove si è gridato “Carlos, fratello, noi non dimentichiamo”, alludendo chiaramente alla presenza abituale di gruppi neonazisti nella zona) per terminare alla facoltà di Filosofia e Filologia, dove i manifestanti si sono riuniti agli altri attivisti del controvertice. Per più di mezz’ora gli attivisti hanno bloccato la Avenida Complutense, al grido di “Né LOU né Bologna né precarietà, fuori le imprese dall’università” e “Oh no, Bologna no”, dopo di che la manifestazione si è considerata conclusa. Bolonia Fucking Up Groupmore info su centrodemedios
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Aprile 2010 22:14 )
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Fuori Blocco Studentesco e Casa Pound dall’università! Solidarietà ai compagni di Tor Vergata
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Martedì 16 Marzo 2010 22:29 |
Cosa è successo a Tor Vergata nelle giornate di ieri e oggi? Ieri era prevista alla facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata (Roma) un’iniziativa sui "Popoli Identitari", patrocinata e finanziata dall’Ateneo, convocata dalla ONLUS “Comunità solidarista Popoli”, un’associazione farlocca della galassia Casa Pound. Gli studenti antifascisti hanno fatto quel che andava fatto: chiedere ragione al Rettore di quella presenza all’interno dell’Università e una volta incassati i “non ne sono a conoscenza…” e i “verificherò…” ormai di rito, andare tra gli studenti per volantinare e smascherare la vera natura di quell’iniziativa fascista. Giunti fuori l’aula concessa dall’Università, sono cominciate le provocazioni. I neofascisti di Blocco Studentesco, emanazione giovanile di Casa Pound, solo per poco hanno dato fondo al loro scarno vocabolario, passando prontamente a pratiche più consolidate: aggressioni in vantaggio numerico con armi, ovviamente messe in atto da camerati più che “studenti fuori corso” in quanto ad età. Risultato: 6 studenti ed un lavoratore dell’università (che era intervenuto in difesa degli studenti antifascisti) all’ospedale (con fratture, denti rotti, traumi causati da pugni, calci, cinghiate, caschi ed altri oggetti contundenti - vedi anche radio città aperta). |
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Marzo 2010 09:39 )
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