[Roma] 19/10:Non esistono buoni e cattivi.Esiste la crisi, esistono i potenti e gli sfruttati! PDF Stampa E-mail
Scritto da Roma   
Giovedì 27 Ottobre 2011 11:24

Il 15 ottobre è stata una grande giornata di mobilitazione che ha visto milioni di persone riprendersi le piazze di tutto il mondo per esprimere con forza il rifiuto delle politiche di austerity che ovunque colpiscono lavoratori, precari, studenti, donne, disoccupati, migranti e sfruttati di ogni tipo. A Roma


centinaia di migliaia di persone hanno voluto far sentire la propria voce ed essere protagonisti della giornata, ognuno con le proprie modalità. I mezzi di comunicazione, però, aiutati da determinate organizzazioni politiche, hanno volontariamente distorto la realtà, facendo leva su singole azioni per criminalizzare la rabbia sociale e costruire una divisione tra buoni e cattivi.

Si è parlato quasi esclusivamente del fatto che il corteo non abbia potuto sfilare pacificamente fino a piazza San Giovanni, ma politicanti e giornalisti, in malafede, non hanno spiegato come sono andate realmente le cose: il corteo è stato spinto dentro la piazza, già colma di persone, dalle cariche indiscriminate della polizia. Queste cariche hanno anche contribuito a spezzare il corteo in vari tronconi cosa che ha impedito a buona parte dei manifestanti di seguire il percorso prestabilito. Di fronte a queste aggressioni è nata spontanea una resistenza di massa, portata avanti da migliaia di persone - e non da un manipolo di “black block” – che per ore si sono coraggiosamente difese, impedendo alla polizia di sgomberare la piazza.

 

Quella piazza era stata individuata da alcuni organizzatori come una vetrina per lanciare un’alternanza di governo sempre e comunque asservita ai diktat della BCE e al sistema capitalistico. L’andamento della giornata, però, ha fatto sì che piazza San Giovanni fosse come il 14 dicembre lo fu piazza del Popolo, il luogo dell’esplosione della rabbia sociale degli sfruttati e delle sfruttate. Questa rabbia non si può rappresentare, né cavalcare per questo come sempre viene invocata la repressione (fino al punto di arrivare alla delazione via internet) come unica risposta alla rivolta causata dalle condizioni materiali in cui siamo costretti a vivere.

Come Collettivo Autorganizzato di Scienze Politiche siamo convinti che la lotta non si possa esaurire in una sola giornata di mobilitazione, per quanto intensa e importante sia stata. Ribadiamo con forza la volontà di sviluppare una coscienza politica e di costruire una conflittualità permanente e dal basso, che parta dalle università, dai territori e dai luoghi di lavoro e arrivi a mettere in crisi i meccanismi di sfruttamento e le logiche di profitto che ci hanno portato a subire il ricatto del debito.

Vogliamo inoltre esprimere la nostra più totale solidarietà agli arrestati e alle arrestate in piazza e a tutti e tutte coloro che hanno subito perquisizioni.

 
Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Ottobre 2011 12:13