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[Roma] Degustazione e saccheggio... e il rettore non brinda più! |
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Venerdì 17 Dicembre 2010 21:09 |
Degustazione e saccheggio... e il rettore non brinda più! Per l’Università non basta il lutto: PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO! Nella tarda mattinata del 16 dicembre, il gioviale Renato Lauro, Rettore dell’Università di Tor Vergata (nonché medico personale di Balducci e della “cricca” dello scandalo legato alla ricostruzione de L’Aquila, per chi ha memoria…) ha deciso di riempire l’Auditorium della Facoltà di Lettere e Filosofia con la sua corte di baroni, “amici degli amici” e lacché vari, con l’intento di festeggiare, con tanto di champagne e buffet in grande stile, l’arrivo del Natale ormai alle porte. Le studentesse e gli studenti di Tor Vergata però, nonostante la loro nota propensione alle libagioni (solitamente al grido di “più brindisi e meno bevute”), non sono riusciti a trovare in nessun modo una sola valida ragione per brindare. A cosa si sarebbero dovuti levare i calici, infatti? Al passaggio in Senato del disegno di legge Gelmini? Al blocco del turn-over e dei concorsi? Ai tagli del fondo di finanziamento ordinario per le università pubbliche? Ai favoritismi alle università cattoliche e private? Alla trasformazione degli atenei in fondazioni? Al proseguire del processo di precarizzazione dell’università e del mondo del lavoro? Alla repressione nei confronti di chi manifesta il proprio dissenso contro tutto ciò? No, seriamente. Proprio no. Nonostante tutti i tentativi – effettuati, a onor del vero, anche utilizzando logiche non aristoteliche e tecniche di meditazione orientali – nessun iscritto al secondo Ateneo romano è riuscito infatti a trovare qualcosa da festeggiare. Inoltre, considerato come l’occupazione delle Facoltà di Lettere e di Scienze perduri ormai dal 29 novembre scorso, nell’indifferenza più bieca del Rettore (che anzi, ha anche trovato il tempo di rilasciare al minzoliniano TG1 un’intervista in cui si complimentava con la Gelmini per la sua riforma…), è apparso chiaro a tutti che questa festa non s’avesse da fare. Piuttosto, sarebbe stato meglio officiare il funerale della Cultura. E così è stato deciso. Con tanto di tamburino, corona di fiori, donne vestite a lutto e bara, un centinaio di studenti provenienti da tutte le Facoltà (insieme ai loro meravigliosi “complici” del Centro Sperimentale di Cinematografia) hanno dunque sfilato in un corteo-processione per i corridoi e il piazzale di Lettere, raccogliendo molte altre anime sensibili all’assassinio della Cultura, ed entrando infine trionfalmente nell’Auditorium. Lì, tra gli sguardi attoniti del caravanserraglio rettorale (e i sorrisi a denti stretti di quei ricercatori, lavoratori e docenti che all’inutile brindisi avevano partecipato solo per magari carpire qualcosa di più riguardo il loro futuro sempre più incerto), hanno attraversato la sala e infine posato il nero feretro al centro del palco (si vocifera che alcuni noti appartenenti a Comunione e Liberazione, i quali non mancano mai ad appuntamenti di questo tipo per continuare ad avere i loro agganci mafiosi coi vertici universitari, abbiano addirittura estratto il cilicio per riflesso incondizionato, tanto il funerale emanava dolore). Ma proprio in quel momento è avvenuto l’incredibile. Sotto gli occhi sbarrati dei Presidi e del Rettore spaparanzati sulle poltrone, la Cultura è riemersa dalla tomba che proprio quei baroni con la loro indifferenza avevano scavato, e ha iniziato a ricordare il suo passato e a immaginare il suo futuro. Citando Dante, Marx, Platone, Camus, De André e Plutarco, la Cultura ha raccontato a tutti i presenti i particolari più scabrosi del suo omicidio: e mentre qualcuno tra il pubblico ha cominciato a tremare di paura, qualcun altro proveniente dalla processione ha cominciato a tremare di rabbia, e a turno ha esposto le ragioni della protesta degli studenti, sottolineando le ambiguità dell’amministrazione nei confronti dell’attacco all’università e illustrando le losche manovre economiche e speculative portate avanti dal Rettore (come i campi da golf nel territorio dell’Ateneo, il Campus in accordo col palazzinaro fascista Alemanno, i tre milioni di euro spesi per mettere dei bronzi celebrativi della cristianità, e molto altro ancora) . Tra gli applausi di metà dei presenti (e la vergogna dell’altra metà) il corteo funebre ha dunque immediatamente recuperato il suo spirito combattivo, guadagnando l’uscita della sala e attaccando il buffet, che il Rettore aveva comunque ordinato con i soldi dell’Ateneo (e dunque, i soldi degli stessi studenti, quelli che guarda caso non ci sono mai quando c’è da salvare un corso di laurea, o il posto di lavoro di qualche precario…) Le lamentazioni di dolore si sono trasformate in cori, e spumanti, rustici, tramezzini e panettoni sono stati portati al centro del piazzale, dove subito molti altri studenti, insieme a lavoratori e docenti dell’Ateneo si sono aggiunti ai festeggiamenti. Perché grazie a quell’epifania, di colpo sono apparsi molti motivi per brindare. Brindare, ad esempio, al Re-ttore nudo nel giorno della sua “festicciola”. Brindare alla mobilitazione, che continua e continuerà fino al ritiro del disegno di legge. Brindare anche alla sentenza del TAR che ha bloccato la costruzione dell’inceneritore di Albano, a pochi chilometri dall’Ateneo. 
Così, il buffet rettorale pagato con i soldi degli studenti è stato ridistribuito a tutti, mentre intanto si volantinava, si discuteva, ci si abbracciava e si brindava tutti insieme. Testimonianze di una talpa all’interno dell’Auditorium sostengono che il Rettore, all’uscita del corteo dalla sala, abbia definito i manifestanti “pittoreschi”, perché avrebbero detto solo “il 40-80% di esattezze nel loro discorso”. L’unica reazione, oltre all’immediata creazione di un corso di recupero in Statistica a uso e consumo del Rettore, è stata una grande risata. La stessa risata che seppellirà la riforma Gelmini e gli interessi che le stanno dietro. Cordiali Saluti Le studentesse e gli studenti di Tor Vergata P.S: visto che il Rettore non ha badato a spese, come mai fa quando si tratta di mangiare, è avanzato molto cibo dal buffet. Per questo siete tutti invitati in serata nella Facoltà di Lettere e Filosofia, per un aperitivo a sottoscrizione libera. More info su: Collettivo Lavori in Corso |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Dicembre 2010 20:14 |
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[Roma] Comunicato sulla giornata del 14 dicembre |
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Venerdì 17 Dicembre 2010 21:03 |
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Comunicato sulla giornata del 14 dicembre Ieri Roma ha visto rovesciarsi nelle sue strade la rabbia di studenti e lavoratori, mentre al Parlamento il trionfo della corruzione di regime dava spettacolo al mondo intero. Ciò che oggi tutti i giornali chiamano “violenza dei manifestanti in piazza” altro non è che il mascheramento della loro violenza, violenza di stato, che da una parte è continuo impoverimento di ogni individuo di questo paese e di questa società, dall’altra è repressione di chi ha deciso di dissentire. Gli studenti e i lavoratori in questi mesi vedono scomparire qualsiasi speranza di poter essere considerati e ascoltati attraverso manifestazioni silenziose (decise in tutto e per tutto dal Ministero dell’Interno stesso, al fine di poter minimizzare i risultati o, quando fa più comodo, strumentalizzare la rabbia che le attraversa) e tramite ogni sorta di delega ai partiti (che rappresentano, come ieri abbiamo potuto vedere di nuovo, solo gli interessi dei politici e dei loro giri d’affari). Tor Vergata ieri è scesa in piazza, 500 studenti tra Lettere e Scienze e Ingegneria hanno organizzato uno spezzone autonomo, mentre ricercatori, docenti e personale tecnico del nostro Ateneo erano lì con noi a gridare la rabbia per un futuro che sembra non essere più visibile all’orizzonte. LAVORO-ISTRUZIONE-TERRITORIO, NESSUN PROFITTO SULLA NOSTRA PELLE, TOR VERGATA LOTTA! Queste le frasi che aprivano il nostro spezzone, queste le ragioni della nostra determinazione. Siamo stanchi di vedere le nostre vite sempre più precarie, siamo stanchi di dover combattere contro un sistema che ci affama, ci toglie libertà passo dopo passo, e ci reprime con la forza ad ogni nostro “no”. Non regge più, a questo punto, l’alibi di coloro che speravano in un radicale ribaltamento della situazione politica italiana conseguente alla caduta del governo Berlusconi, o che in ambito universitario avevano riposto “fiducia nella sfiducia” affinché il DDL Gelmini venisse ritirato. La fiducia rinnovata (nonostante l’esplicito dissenso manifestato vigorosamente ieri in piazza) altro non è che l’ennessima sfacciata dimostrazione dell’ autoritarismo e del corporativismo dei “nostri” parlamentari, che hanno cavalcato la protesta quando hanno ritenuto di poterla usare per mettere pressione contro i loro colleghi, e che l’hanno poi approvata quando il futuro (del loro stipendio) sembrava avere più garanzie dal confronto sulla fiducia. Con gente di questa pasta non abbiamo niente da spartire, come non abbiamo nessuna intenzione di affidare loro il destino delle nostre vite. La conferma della fiducia non è stata “la fine” di nulla, tantomeno della mobilitazione studentesca per il ritiro del DDL Gelmini. Anzi, non è che un inizio: e la lotta continua. SOLIDARITA’ AI COMPAGNI FERMATI! Collettivo Lavori in Corso |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Dicembre 2010 20:06 |
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[Roma] 2 Dicembre: Corteo a Tor Vergata |
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Venerdì 03 Dicembre 2010 01:05 |
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2 DICEMBRE: CORTEO A TOR VERGATA Questa mattina Studenti e Studentesse di Tor Vergata si sono ritrovati alle ore 9 nella Facoltà di Scienze dove è partito un corteo spontaneo che ha bloccato per ore la città. I manifestanti dopo aver sfilato internamente per i corridoi della Facoltà sono scesi in strada diretti verso il Rettorato, "armati" di soli libri di testo, per manifestare il loro dissenso nei confronti di un governo che, sordo ad ogni segnale di protesta, ha deciso di approvare alla Camera il disegno di legge Gelmini, criminalizzando ed etichettando come "fuori corso" e "facinorosi" coloro che sono scesi in piazza nei giorni scorsi. Il corteo ha poi proseguito il suo percorso arrivando a toccare la stazione della metro di Anagnina, dove si è unito ai cortei degli istituti superiori Pertini e Amaldi. A quel punto, è stato bloccato il traffico su via Tuscolana, volantinando e discutendo con passanti e automobilisti (che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno mostrato il loro supporto e la loro solidarietà nei confronti dei manifestanti), prima di riavviarsi verso la Facoltà di Scienze, per raggiungere infine quella di Lettere e Filosofia, dove si sta attualmente svolgendo un'assemblea per riepilogare la giornata e coordinarsi in vista delle future scadenze. Durante tutto il corteo hanno regnato slogan come "Noi la crisi non la paghiamo!", "Università e scuola pubblica", "Se ci bloccano il Futuro noi blocchiamo la Città". Questo sta a dimostrare che gli studenti sono stufi e non sono più disposti a stare zitti davanti a chi per troppo tempo li ha ignorati. Ormai da quattro giorni manteniamo le occupazioni di Lettere e Filosofie e Scienze e si sono unite alla protesta tutte le scuole della zona facendo assemblee che illustrano il ddl e propongono didattica alternativa. Studenti e Studentesse di Tor Vergata More info: Collettivo Lavori in Corso |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Dicembre 2010 00:09 |
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Caro studente, cara studentessa della facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata |
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Mercoledì 24 Novembre 2010 12:30 |
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Caro studente, Cara studentessa della facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata, Ti sei iscritto all’Università con l’assurda pretesa di avere insegnamenti di qualità? Con i tagli all’Università operati dal governo tra qualche tempo dovrai portarti i tavoli e i supporti didattici da casa, anche i professori a cavacecio. Taglio dopo taglio ci troveremo senza riscladamento, a riscaldarci col fiato l’un l’altro, come il bue e l’asinello. Magari pretendevi anche di poterti iscrivere alla laurea magistrale nella stessa Università in cui hai conseguito quella triennale? Con il blocco delle assunzioni scarseggiano e scarseggeranno sempre di più i professori, i corsi di laurea magistrale verranno soppressi, già a qualcuno è capitato, e ti ritroverai con una laurea triennale in mano a dover migrare in un’altra Università, magari dovendo colmare debiti formativi con altri esami… Magari addirittura pensavi di esserti iscritto a Tor Vergata? Ah ah! “Con la convenzione quadro” è possibile fare accordi tra università “sfigate”, quindi ti ritroverai ad essere iscritto, senza volerlo, ad una bella Università Tor Vergata+Roma Tre+Università di Roccasecca+Università di Lido di Latina. Sarà un bel ping pong… Ti sei iscritto ad una facoltà letteraria/umanistica/filosofica con la speranza di poter insegnare nelle scuole superiori? Beh, non puoi più, la SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario) è chiusa da due anni e non sono state costruite alternative. Non ci sono più possibilità di insegnare alle superiori, e non se ne vede la possibilità in lontananza, sei stato truffato. Ma se addirittura hai osato pensare di lavorare come ricercatore all’Università, lo potrai fare? Beh, bella pe te, perché con la riforma Gelmini i ricercatori potranno lavorare per qualche tempo all’università, respirare l’odore stantio dei cari vecchi libroni che aleggia per i dipartimenti, essere sfruttati lavorando gratis, e poi a casa! Perché le lettere, le arti, le scienze umane e la filosofia non creano profitto e la ricerca la fanno già tanto bene le aziende… e visto il processo di privatizzazione nessuna azienda deciderà di investire sulle facoltà umanistiche; quindi a che servono le Università? Ma, alla fine, che ti frega, troverai un altro lavoro no? Ah ah! Giammai! Perché il governo, con delle equissime leggi, sta trasformando il mondo del lavoro in un mondo di schiavi e precari, non avrai diritti, sarai uno schiavo, niente pausa mensa, niente pausa pisciata, sgobba sgobba e consuma, ecco il tuo futuro, che ce frega de protestà insieme agli operai? Che c’entramo noi? Boh………. Detto questo, te la senti ancora di continuare ad entrare ed uscire dall’Università senza fare niente, nell’indiffernza? Come niente fosse? Qui è in gioco il nostro futuro, non solo quello dei ricercatori o degli operai, il futuro di tutti noi studenti e studentesse truffati, che un giorno saremo nel migliore dei casi lavoratori e lavoratrici sfruttati e precari. SVEGLIAMOCI! PARTECIPATE TUTTI ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA STUDENTI-RICERCATORI IL 23 novembre ALLE ORE 10:00 NELLA PIAZZA DELLA FACOLTA’. PARTECIPATE AL COLLETTIVO STUDENTESCO MERCOLEDI’ ALLE 14.00 NELL’AULETTA OCCUPATA AL PIANO -1 DELLA FACOLTA’ |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Novembre 2010 11:32 |
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