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[Napoli] 8/07: Presentazione del progetto "Bisogna Sognare"! |
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Scritto da cau
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Venerdì 08 Luglio 2011 09:13 |
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bisognasognare.org Giovedì 7 Luglio, a Palazzo Giusso alle 18, ci sarà la presentazione “ufficiale” del progetto politico-culturale “Bisogna sognare!” Un progetto che avete forse avuto modo di conoscere in questi mesi, un ciclo di seminari e di discussioni – su crisi, rivolte, internazionalismo, sistema dell’istruzione, media e potere – che ha visto partecipare scrittori, ricercatori, compagni come Emilio Quadrelli, Giulio Palermo, Aldo Romaro e Vladimiro Giacchè… Un progetto che vuole provare a risolvere un po’ di problemi che ci troviamo davanti ogni giorno come militanti: quello di avere una visione completa ed approfondita delle cose, quella di essere uniti, quella di essere preparati ed organizzati perché solo in questo modo si possono vincere le lotte in cui ci impegniamo…
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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Settembre 2011 14:57 |
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[Napoli] 27/06: presidio permanente per sostenere la Freedom Flottilla II. Stay human! |
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Scritto da cau
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Domenica 26 Giugno 2011 00:00 |
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Oggi, 27 Giugno, è partita la Freedom Flotilla II, che tenterà, esattamente come l'anno scorso, di rompere il criminale blocco che Israele pratica ormai da 5 anni contro la Striscia di Gaza. Si tratta di navi organizzate in diversi stati dai movimenti di solidarietà col popolo palestinese, che cercheranno di portare aiuti umanitari alla popolazione e di internazionalizzare la questione arabo-israeliana, portando all’attenzione di tutti i crimini che lo stato israeli ano continua a commettere impunemente contro la popolazione palestinese. Per seguire la Freedom Flotilla, come Coordinamento Campano di Solidarietà con la Palestina abbiamo organizzato una tre giorni in cui saremo a Napoli, a Piazza del Gesù, con gazebo, mostre e materiali di controinformazione per mostrare il vero volto del sionismo e, al contempo, la dignità di un popolo - quello palestinese - che continua a resistere da più di 60 anni con grande determinazione alla potenza occupante. Puntare il nostro sguardo sulla Palestina si fa ancor più importante in un momento in cui, malgrado le minacce israeliane di un uso della forza contro gli attivisti della Freedom Flotilla (ricordiamo che l'anno scorso i militari di Tel Aviv ne hanno uccisi addirittura 9), l'intera vicenda rischia di essere coperta dal velo di silenzio organizzato dai nostri mass media. Anche per questo crediamo che sia importante la partecipazione attiva di tutte e tutti per la riuscita delle giornate del 27, 28 e 29 giugno. Chiediamo a chiunque abbia a cuore la causa del popolo palestinese di essere con noi in piazza in quelle giornate, di aiutarci a costruirle ed organizzarle e di farsi portavoce in prima persona della lotta per il diritto all'autodeterminazione di un intero popolo. SPINGIAMO A GAZA LA FREEDOM FLOTILLA II – STAY HUMAN! Proprio in queste ore oltre 10 navi stanno viaggiando alla volta della Striscia di Gaza. Si tratta della Freedom Flotilla II – Stay Human, una flotta le cui imbarcazioni e equipaggio provengono da tutto il mondo: Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Estonia, Lettonia, Svezia, Australia, Kuwait, Portogallo, Stati Uniti e altri paesi ancora. Ma c’è anche una nave italiana, la “Stefano Chiarini”, messa in mare grazie al lavoro di tanti individui ed organizzazioni che hanno lavorato con costanza e determinazione affinché quest’obiettivo potesse essere raggiunto. Ora, però, c’è l’obiettivo più importante davanti a noi e a tutti gli attivisti presenti sulla Flotilla della Libertà: riuscire a rompere il criminale assedio che da 5 anni a questa parte lo stato israeliano applica alla Striscia di Gaza. Un embargo praticamente totale, giustificato secondo i vertici di Tel Aviv dalla necessità di proteggere Israele dai terroristi palestinesi impedendo che possano giungere loro armi. Ciò che la realtà sul campo ci mostra è però ben diverso. A Gaza non possono entrare frutta in scatola, frutta secca, carne fresca, noce moscata, coriandolo, zenzero, canne da pesca (con relative lenze e ami), stoffe per fare vestiti, noci, semi, polli e incubatoi per polli, asini, cavalli, capre e genericamente bestiame, strumenti musicali, giornali e legname da costruzione. Tutti materiali da utilizzare per costruire missili o bombe! L’embargo contro la popolazione di Gaza è una misura punitiva che vuole piegare la resistenza del popolo palestinese, in lotta da più di sessant’anni contro l’occupazione israeliana e per l’affermazione del diritto all’autodeterminazione, del diritto al ritorno e dei più elementari diritti civili, economici e sociali. La Freedom Flotilla II porta con sé medicinali e materiali da costruzione, utili per alleviare le sofferenze della popolazione e per la ricostruzione di città e villaggi distrutti dai bombardamenti di Tel Aviv (ultimi quelli dell’operazione “Piombo Fuso, che causò circa 1400 morti tra il dicembre 2008 ed il gennaio 2009). Ma fa sua anche l’intenzione di accendere i riflettori sul conflitto arabo-israeliano, cercando di impedire la “normalizzazione” di una situazione che “normale” non è: si tratta infatti di una guerra quotidiana che, in base alle esigenze ed opportunità israeliane, è scatenata contro il popolo palestinese a bassa o ad alta intensità. Il progetto sionista di pulizia etnica non accenna a fermarsi nonostante Israele non perda occasione per rilanciare la sua immagine democratica e all’avanguarda, ultimamente proprio in Italia con la kermesse “Israele che non ti aspetti” a piazza Duomo, un vero e proprio business forum costato più di 2,5 milioni di euro. Purtroppo però sappiamo cosa aspettarci da Israele: oppressione, occupazione, crimini di guerra, nessun rispetto dei diritti umani. La Freedom Flotilla dell’anno scorso ha dimostrato che neanche gli attivisti internazionali sono fatti salvi dalle autorità israeliane: la Mavi Marmara, imbarcazione battente bandiera turca, fu infatti attaccata dalla Marina israeliana in acque internazionali ed i militari uccisero ben 9 attivisti turchi. Gli attivisti furono accusati di portare con sé armi. Un’accusa palesemente falsa e che viene riproposta anche quest’anno. Le esercitazioni delle forze armate di Tel Aviv e le continue minacce che giungono agli attivisti delle Freedom Flotilla non sono benauguranti e destano preoccupazione. Il 27, 28 e 29 giugno saremo in questa piazza per seguire in diretta il viaggio verso Gaza della Flotilla della Libertà con materiali di controinformazione, mostre e continui aggiornamenti. Partecipa e contribuisci alla fine dell’embargo israeliano contro Gaza! Per la liberazione della Palestina e per il diritto al ritorno! Coordinamento Campano in Solidarietà con la Palestina |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Giugno 2011 19:35 |
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[Napoli] 1/06: Giù le mani dall Libia, fuori la portaerei G.H.Bush da porto di Napoli! |
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Scritto da cau
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Giovedì 02 Giugno 2011 19:10 |
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Oggi in diverse città italiane sono state organizzate iniziative, presidi, cortei, volantinaggi per ricordare che, ormai da due mesi, l’Italia, assieme ad altre potenze della NATO, sta bombardando il popolo libico. Sembra paradossale sentire il bisogno di dover “ricordare” non già qualcosa che appartiene al passato, ma qualcosa di vicino e di presente, eppure è proprio così, perché di questa guerra non ne parla nessuno, è un conflitto “sconosciuto”, occultato dai media sotto tonnellate di servizi di cronaca nera, gossip, ricette di cucina e diete per l’estate. Sappiamo tutto del delitto di Avetrana e ignoriamo l’esistenza di migliaia di vittime causate dalla nostra aggressione alla Libia, ignoriamo che stiamo avvelenando irreversibilmente un territorio, le sue falde acquifere, i suoi campi, le sue città utilizzando armi all’uranio impoverito. Sotto il nostro naso, a pochi km dalle nostre coste, ha luogo una guerra di aggressione e i mezzi militari che vi sono impiegati partono dalle nostre città (Napoli, Trapani, Pisa). Mentre noi, tra pochi giorni, saremo impegnati a votare nel referendum contro il nucleare, arriverà nel Mediterraneo - diretto con tutta probabilità proprio in Libia - un imponente gruppo navale da attacco, guidato dalla portaerei nucleare George H.W. Bush ( avrà a bordo 6mila uomini, 56 aerei e 15 elicotteri): si tratta di una grande base militare mobile, ma anche di una vera e propria centrale nucleare mobile (ha due reattori ad acqua pressurizzata PWR A4W/A1G) che, pur avendo a bordo reattori potenzialmente più pericolosi di quelli di Fukushima, entrerà nella baia di Napoli e in altri porti. La guerra è qui ed ora. E, che lo vogliamo o meno, in Libia stiamo mandando i nostri aerei per mettere le mani sulle immense ricchezze del sottosuolo di quel paese, per difendere gli affari delle grandi aziende e della grande finanza. Questa guerra è la “nostra” guerra se non ci ribelliamo al fatto di essere muti testimoni di stragi continue, del perpetuarsi di ingiustizie e violenze sull’altra sponda del Mediterraneo contro i cittadini libici e su questa contro i migranti che vengono imprigionati e sfruttati, privati di ogni diritto e dignità. Ma se la campagna mediatica in atto punta a farci vedere questa nuova missione come una difesa dei nostri interessi nazionali, per evitare gli aumenti dei prezzi delle materie prime, in primis la benzina, in realtà è dalle nostre tasche che sono stati presi i circa 200 milioni di euro spesi fino ad oggi e ogni missile sganciato sulle teste dei libici (costo circa 170.00 euro), ogni ora di volo dei nostri aerei da ricognizione (circa 60.000 euro) dovrebbero ricordarci quanto sia falsa la retorica dei sacrifici e dei tagli “inevitabili” allo stato sociale (agli ospedali, alla scuola, all’università, ai mezzi di trasporto, alle pensioni, etc.). Non esistono “guerre umanitarie”! Meno spese militari, più spesa sociale! Per la chiusura di tutti i CIE e la fine dei trattamenti disumani nei confronti dei migranti! Per la fine immediata dei bombardamenti sulla Libia! ASSEMBLEA NAPOLETANA CONTRO LA GUERRA stopwar.altervista.org -
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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Giugno 2011 19:18 |
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[Napoli] 25/05: Appello per una targa dedicata a Vittorio Arrigoni nell'aula Magna Matteo Ripa di palazzo Giusso |
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Scritto da cau
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Mercoledì 25 Maggio 2011 15:37 |
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La richiesta sarà discussa al prossimo Senato Accademico de l'Orientale; è necessario, perchè possa essere accolta, raccogliere adesioni della comunità accademica tutta. Mandare le adesioni all'indirizzo mail
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(evento su facebook) per gli studenti: indicare nome, cognome e matricola. per docenti, dottorandi e ricercatori: indicare nome, cognome, ruolo e facoltà. Al Magnifico Rettore dell'Orientale, a tutta la comunità accademica, al personale non docente e a tutta la componente studentesca  In seguito al tragico episodio avvenuto il 15 aprile che ha visto l'uccisione dell'attivista dell ISM (International Solidarity Movement) Vittorio Arrigoni, riteniamo necessario, dato il silenzio delle istituzioni, dedicare una targa alla sua memoria nell'aula Matteo Ripa di palazzo Giusso che ha spesso ascoltato la sua voce di denuncia nelle numerose iniziative di sensibilizzazione sulla questione palestinese. Una targa che reciti: «Vittorio Arrigoni (1975 - 2011), internazionalista. "Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi. Restiamo Umani"»
Vittorio da quasi dieci anni era attivo nei territori occupati palestinesi denunciando quotidianamente i crimini commessi dallo Stato di Israele che con politiche colonialiste e di apartheid continua a violare le leggi internazionali (la quarta convenzione di Ginevra e ben 73 risoluzioni dell'ONU) senza per questo andare incontro a nessun tipo di sanzione. L'attivismo di Vittorio ha cercato di riempire il vuoto della comunità internazionale nella difesa dei più basilari diritti umani, insegnandoci come l'indignazione e la denuncia debbano sempre prevalere sulla rassegnazione, senza mai perdere l'umanità. Dopo anni di attivismo come "scudo umano" in Cisgiordania durante la seconda intifada, Vittorio raggiunse Gaza nel 2008 a bordo di una nave del Free Gaza Movement che riuscì a rompere per la prima volta l'assedio imposto sulla striscia dal 1967. Dal 2008 i tentativi continuano: anche quest'anno un gran numero di navi provenienti da diverse parti del mondo - la Freedom Flotilla 2 - partirà alla volta di Gaza nel coraggioso tentativo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese della striscia e di rompere l'embargo che la soffoca dal 2007. E anche quest'anno la spedizione sfiderà l'arroganza della marina israeliana, dopo il sanguinoso e ingiustificato attacco in acque internazionali alla nave turca della Freedom Flotilla 1 - la Mavi Marmara - che costò la vita a nove attivisti. Vittorio ci ha sempre testimoniato che a Gaza la popolazione civile è sottoposta a numerose restrizioni che coinvolgono ogni aspetto della quotidianeità: dall'impossibilità di pescare oltre le tre miglia dalla costa, alla difficoltà di coltivare le proprie terre, alla negazione del diritto alla mobilità e alle cure mediche. Soprattutto vogliamo sottolineare che, a cavallo tra il 2008 e il 2009, durante l'Operazione Piombo Fuso in cui furono violentemente uccise più di 1400 persone in gran parte civili e bambini, Vittorio era l'unico testimone italiano. Gli attacchi israeliani non si sono mai realmente fermati, mentre silente continua ad essere il mondo occidentale. La morte di Vittorio, al di là di quale sia la verità sui reali responsabili e mandanti, le indagini sono ancora in corso, non ci può impedire di ricordare la verità sulla sua vita e il suo impegno. Ci sembra importante però sottolineare che la natura politica della sua morte resta frutto del sionismo: 63 anni fa la Palestina era terra di pace e tolleranza dove convivevano e cooperavano musulmani, ebrei e cristiani senza alcuna forma di estremismo religioso. Continuare ad ignorare l'oppressione significa diventare a nostra volta responsabili. E' per questo che chi trae profitto dalla sua morte è direttamente o indirettamente lo stato di Israele che aveva addirittura inserito un ambasciatore di pace come Vittorio nella lista nera, deportandolo e torturandolo nelle proprie carceri mentre cercava di tornare nei territori palestinesi. La morte di Vittorio Arrigoni ci lascia un'eredità importante: “Restiamo Umani”. Restiamo umani significa prima di tutto mettersi in gioco. Non lasciar vincere l'indifferenza. Scegliere la vita anche oltre la propria. E' per questo che un' università come l'Orientale che si fa portavoce del multiculturalismo, dell'importanza del dialogo tra i popoli, specialmente nel Mediterraneo, non può restare indifferente di fronte al vergognoso silenzio mediatico e istituzionale. Chiediamo quindi di firmare quest'appello come piccolo segno di umanità. Non mi spaventa la violenza dei potenti, ma il silenzio degli onesti Martin Luther King Studenti e studentesse de L'Orientale
prime adesioni docenti: - Claudio Lo Jacono (professore ordinario - Facoltà di Studi Arabo-Islamici e del Mediterraneo - Università l'Orientale, Napoli) - Rossella Bonito Oliva (docente ordinario - facotà di lettere e filosofia - Università l'Orientale, Napoli) - Giuseppe Aragno (docente - facoletà di Scienze Politiche - Università Federico II, Napoli) - Barbara de Miro d'Ajeta (ricercatrice - Facoltà di Lettere e filosofia - Università l'Orientale , Napoli) - Salvatore Prisco (ex-docente - Facoltà di Scienze Politiche - Università l'Orientale , Napoli) - Andreina De Clementi (professoressa ordinaria - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Università l'Orientale, Napoli) - Francesco Correale (Laboratoire CITERES/Equipe EMAM - Tours, Francia) - Romeo Carabelli (Ingegnere di ricerca - Université François Rabelais - Tours, France) - Simonetta de Filippis (professore ordinario - Facoltà di Lingue e Letterature straniere - Università l'Orientale, Napoli) - Michele Fatica (ex-professore ordinario - Facoltà di Scienze Politiche - Università l'Orientale, Napoli) - Umberto Albarella (senior lecturer - Department of Archaeology - University of Sheffield) - Paolo Scarnecchia (docente a contratto - Facoltà di Studi Arabo-Islamici e del Mediterraneo - Università l'Orientale, Napoli) - Laura Tocco (dottoranda di ricerca - Università di Cagliari) - Olivier Durand (professore associato - Istituto Italiano di Studi Orientali - Facoltà di Lettere, Scienze Umanistiche, Filosofia e Studi Orientali - la Sapienza, Roma) - Simona Giacometti (assegnista di ricerca - dipartimento di Scienze umane, filosofiche e della formazione - Università degli Studi di Salerno) - Francesco Surdich (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Genova) - Anna Bozzo (professore associato - Facoltà di lettere e filosofia - Università Roma Tre) - Cristiana Boscarelli (dottoranda - Università Federico II - Napoli) - Nicola Melis (ricercatore - Università di Cagliari) - Alessandra Caragiuli (cultore della materia - Facoltà di Sociologia - la Sapienza, Roma) - Erminia Calabrese (researcher in Middle East Conflicts - Universita di Tarragona, Stato spagnolo) - Souadou Lagdaf (professore di lingua araba - Università di Catania) - Flavia Aiello (assegnista di ricerca - Università della Calabria) - Iain Michael Chambers (docente ordinario - FAcoltà di lettere e filosofia - Università l'Orientale, Napoli) - Aleksandra Zabjek (ricercatore - Facoltà di Lettere e Filosofia - Università l'Orientale, Napoli) - Serena Brigidi (docente titolare e ricercatrice presso la EUI Gimbernat, Barcellona, Spagna) - Sara De Carlo (dottoressa di ricerca in scienze filosofiche e cultrice della materia di filosofia del linguaggio - Università Federico II, Napoli) - Graziella Acquaviva (docente a contratto di Lingua e letteratura Swahili - Università l'Orientale, Napoli) - Maria Suriano (Lecturer - University of the Witwatersrand - Johannesburg) - Celeste Ianniciello (dottore di ricerca in Studi Culturali e Postcoloniali del Mondo Anglofono - Università l'Orientale, Napoli) - Franca Gabriella Piras (ricercatrice - Facoltà di Lingue e letterature Straniere - Università di Cagliari) - Luca Picardi (dottorando - Università l'Orientale, Napoli) - Marta Palazzo (cultrice della materia - Economia dei Media - Suor Orsola Benincasa, Napoli) - Delio Salottolo (dottorando - Università l'Orientale, Napoli) - Enrico Bartolomei (dottorando - Università di Macerata) - Livia Apa (ricercatrice - facoltà di lingue e letterature straniere - Università l'Orientale, Napoli) - Marianna Salvioli (professore a contratto - Facoltà di Lettere e Filosofia - Università l'Orientale, Napoli) - Irma Taddia (docente - Università di Bologna) - Tiziana Terranova (Docente - Dipartimento di Studi Americani, Culturali e Linguistici - Università l'Orientale, Napoli) - Laura Guazzone (prof. associato - Istituto italiano di Studi Orientali - Università la Sapienza, Roma) - Sara Petrollino (Research assistant in African Linguistics - Leiden University) - Marta Petricioli (docente ordinario - Facoltà di Scienze Politiche - Università di Firenze) - Maria Luisa Langella (dottoranda - Université de Provence Aix en Provence 1) - Marcella Solinas (assegnista di ricerca - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Università l'Orientale, Napoli) |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Maggio 2011 15:44 |
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