Ci dispiace per voi, l’estate è finita… ma è iniziato un autunno altrettanto caldo! PDF Stampa E-mail
Scritto da C.A.U.   
Martedì 06 Settembre 2011 16:37
 
Oggi, 6 settembre, tantissime città, da nord a sud, sono state attraversate da cortei in occasione dello sciopero generale proclamato da Cgil, Usb, Slai Cobas e altre sigle sindacali di base. Anche a Napoli il corteo del sindacalismo di base, che ha visto la partecipazione di non solo di lavoratori, ma anche di studenti, disoccupati e movimenti sociali, ha sfilato combattivo per la città; ha portato allo scoperto la rabbia sociale che in questi mesi è covata di fronte all’ennesimo attacco portato avanti contro tutti i lavoratori e i settori sociali più deboli.

Per questo anche noi, come studenti, siamo scesi nuovamente per le strade affianco di quei pezzi di società che hanno deciso di dire basta a chi, dopo aver provocato la crisi, cerca di scaricarne violentemente i costi sulla nostra vita, rifiutando ogni tipo di concertazione e svendita dei nostri diritti.
È per questo che i contenuti che abbiamo diffuso nella giornata di oggi ci contrapponevano apertamente ai padroni e alle loro degne espressioni istituzionali, ai sindacati confederali e ai loro accordi-truffa.
È sempre per questo che durante il corteo abbiamo ricoperto la città di manifesti e scritte (foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6) che individuassero chiaramente in chi spende miliardi per le spese militari, in chi taglia i servizi sociali necessari alla sopravvivenza, in chi fa profitti sul nostro lavoro e sulle nostre vite, il vero nemico da combattere.

 
Contro la manovra e i suoi interessati sostenitori abbiamo lanciato lo slogan “eat the rich” per dire che, di fronte alla povertà dilagante, alla disoccupazione diffusa, alla cancellazione dei nostri diritti sul lavoro, noi sappiamo ben identificare il campo dei nostri amici (chi sta pagando la crisi) e dei nostri nemici (padroni e affaristi). E’ per questo che le varie soggettività in lotta hanno deciso di concludere simbolicamente la giornata con un lancio di uova e petardi sulla sede della Banca d’Italia, in questo momento avanguardia nella ristrutturazione in senso sempre più neoliberista e antipopolare del Paese.
La cosa non è piaciuta a coloro ci quali hanno l'infame ruolo di reprimere le sacrosante rivendicazioni dei lavoratori e più in generale dei settori sociali sotto attacco, per cui alle uova s’è risposto coi manganelli e a farne le spese è stato un giovane proletario, dapprima strattonato e assalito dagli uomini della Digos, poi portato in questura con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale per poi essere tradotto in carcere.

Al compagno va tutta la nostra solidarietà e complicità. Riaffermiamo con forza che arresti e intimidazioni non ci fermeranno. L’autunno, per quanto ci riguarda, quest'anno comincia in anticipo!

Non ci lasceremo manovrare!
Eat the rich!
La repressione non ci fermerà!
Ultimo aggiornamento Martedì 06 Settembre 2011 18:51