Napoli
[Napoli] 4/12: 5 dicembre, le prime misure del Governo Monti: che sta succedendo? E noi che facciamo? PDF Stampa E-mail
Scritto da cau   
Domenica 04 Dicembre 2011 00:00

Un pomeriggio contro il “nuovo” Governo
lunedì 5 dicembre - dalle 16:30 - Palazzo Giusso - Università Orientale
ASSEMBLEA PUBBLICA
nell'ambito dell'assemblea

- collegamento da Roma con diretta sul Consiglio dei Ministri, con Francesco Piccioni, giornalista del Manifesto, che ci aggiornerà in diretta da Roma sulle misure prese dal Governo, sulle prime reazioni e sul senso di questi provvedimenti.
- presentazione di un opuscolo di analisi sul Governo Monti “Ce la faremo”. Qualche nota sul Governo Monti e la partita dei prossimi mesi…
- proiezione di una video-inchiesta autoprodotta da studenti e precari sul paese reale…
 
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Lunedì prossimo, 5 dicembre, Monti convocherà il primo Consiglio dei Ministri davvero operativo, in cui saranno presentate alcune misure economiche per “uscire dalla crisi

”. Si tratterà certamente di misure pesanti, per cercare di recuperare subito altri 15 miliardi mettendo l'ICI sulla prima casa, alzando l'età pensionabile, liberalizzando i servizi pubblici locali, aumentando l’IVA... Si tratterà di misure concordate con l'Eurogruppo-Ecofin del 29-30 novembre e che dovranno essere abbastanza “forti” da convincere il Consiglio europeo che si riunirà qualche giorno dopo. Ma si tratterà in ogni caso solo della prima tranche di una complessa manovra che – integrando tutti i provvedimenti già previsti dal Governo Berlusconi, i diktat franco-tedeschi e gli affondi dei capitalisti nostrani come Marchionne – porterà in poco tempo studenti, lavoratori, disoccupati sull’orlo del baratro, come in Grecia.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Dicembre 2011 13:18
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[Napoli] 17/11: Non ci sono zone rosse, non abbiamo governi amici! PDF Stampa E-mail
Scritto da cau   
Giovedì 17 Novembre 2011 19:10

>> alcune istantanne della giornata

 

Oggi 17 novembre migliai di studenti medi, studenti universitari e lavoratori più o meno precari hanno sfilato per le strade di Napoli contro i tagli e le manovre varate dal governo appena caduto e contro il governo della BCE rappresentato da Mario Monti e dai suoi "tecnici".

Gli studenti in piazza non hanno solo protestato contro le riforme che stanno distruggendo il sistema formativo e cancellando il diritto allo studio, ma anche contro le politiche economiche di questi anni che hanno avuto come unico risultato quello di togliere diritti, impoverire ampie fasce della popolazione, tagliare migliaia di posti di lavoro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2011 19:18
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[Napoli] 19/10: Ed ora qualcosa di completamente diverso! PDF Stampa E-mail
Scritto da cau   
Giovedì 27 Ottobre 2011 10:40
 Il 15 ottobre di chi non legge i giornali, non guarda i TG, non pascola su Facebook, e soprattutto non finirà domani…

- scarica il pdf

A una settimana dalla manifestazione del 15 ottobre, pubblichiamo queste riflessioni buttate giù nelle ore successive al corteo, nel pieno della criminalizzazione repressiva e della psicosi mediatica della caccia al black bloc, poi meditate e discusse con altri compagni nei giorni successivi. Non le pubblichiamo per rimestare ancora in un dibattito che ha visto scrivere tanto, forse anche troppo.

Ormai alcuni elementi emersi nei comunicati di movimento ci sembrano largamente condivisi, ed ora ostinarsi a parlare del 15 è rimanere prigionieri del passato, peggio: rimanere presi nella trappola del media e dell'istituzione, che ti rappresenta una giornata a senso unico, ti inchioda lì e ti spinge a cercare di dare "ragioni"
 
di quello che è successo, come se quello che è successo (in definitiva: qualche macchina bruciata e qualche ora di casino a Piazza San Giovanni) sia la cosa più importante del mondo. Di fatto annullando i tuoi percorsi reali, cercando di trasformare una giornata in trauma - qui anche ribaltare simmetricamente il discorso dominante (dicendo: "sì ma c'è la rabbia giovanile" o "i black bloc non esistono") non basta più. Meglio scartare, fare un passo di lato.

Così se pubblichiamo ste righe è proprio per dire che c'è dell'altro, per rispondere ad un sacco di ragazzi che sono venuti in bus con noi e che, sorprendendoci, ci ha chiesto che ne pensiamo perché nonostante tutto vogliono continuare; se le pubblichiamo è perché in noi e in loro è ancora forte quell'impressione di aver vissuto un altro 15 ottobre, quella voglia di dare importanza alle cose "vere", alle persone incontrate, con problemi reali, davanti a cui la camionetta smette di bruciare, per rimettere al centro le questioni che ci toccano per davvero. Si tratta ora di andare avanti, di continuare i percorsi avviati, e quello che è successo il 15 lo capiremo solo facendo. Noi abbiamo già iniziato, portando in questa settimana a Napoli il No Tav Tour e affrontando la conseguente criminalizzazione dei media con una risposta di massa, portando all'università ed in piazza centinaia di persone. Ed altri appuntamenti ci aspettano...

Last but not least: tutto st'inchiostro per dire tutto e il contrario di tutto, per fare sofisticate analisi, per situarsi un po' più a destra o un po' più a sinistra nel dibattito, ma i ragazzi presi, questa specie di cristi in croce che dovrebbero assolvere i peccati di tutti noi, come stanno? Quali sono le loro condizioni fisiche, morali, giudiziarie? Chi ne sosterrà le spese legali? Hanno ricevuto sufficiente solidarietà? Ecco, anche rispondere a ste domande è fabbricare un futuro oltre i demoni del 15 ottobre.


Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Ottobre 2011 11:18
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[Napoli] 7/10: L'estate è finita... EAT THE RICH! PDF Stampa E-mail
Scritto da cau   
Sabato 08 Ottobre 2011 15:12
 

Un’estate lunghissima, fatta di manovre economiche, annunci di default, declassamenti, richieste accorate da parte dei leader politici di sacrifici, cinghie da stringere e unità nazionale.

A Napoli l’estate è definitivamente finita il 7 Ottobre: con le prime gocce di pioggia ha iniziato a riscaldasi l’autunno.

Siamo scesi in piazza a migliaia, studenti medi ed universitari, ma anche disoccupati e movimenti sociali, uniti dalla convinzione che oggi siamo più svegli e più scaltri, alle menzogne non crediamo più, solidali con tutti quelli che, con mezzo busto nel pantano in cui ci hanno costretti, provano a muoversi, a sollevarsi, in Grecia, in Italia, in Spagna, sull’altra sponda del Mediterraneo.

Abbiamo sfilato dietro uno striscione che recitava “non ci lasceremo manovrare” e un altro "O li servi o li sovverti. People rise up!", puntando alla Regione, deviando dal percorso autorizzato per arrivare dove la Questura ci aveva negato di poter concludere il corteo.

A muoverci non l’indignazione, ma la convinzione che l’autunno, quest’anno, deve protrarsi molto a lungo, perché questa volta ad essere in gioco c’è tutto: un conto che non dobbiamo pagare noi, il nostro presente ed il nostro futuro. Un conto che sappiamo a chi presentare, una lotta che non abbiamo intenzione di delegare a nessuno.

Per questo, come oggi, torneremo in piazza, nelle scuole, all’università, nei luoghi di lavoro ancora molte volte. Il 15 saliremo a Roma, per ribadire che per noi l’unica alternativa per uscire dalla crisi, non è stringersi a Coorte, non è cambiare i referenti politici in Parlamento o nel Governo.

Da Napoli una prima risposta seria a chi ci vorrebbe sempre disponibili a pagare ciò che altri hanno causato. Una prima volta per gridare in piazza che non vogliamo pagare nulla, ma che adesso sappiamo chi deve pagare: di sicuro non noi, studenti, lavoratori, disoccupati, di sicuro i padroni e da domani cominceremo a rendere progetto uno slogan che non ha più motivo di rimanere tale. Nessun "diritto all'insolvenza", noi siamo di parte! La crisi e il debito devono pagarla i padroni, i ricchi, coloro che sfruttano il nostro lavoro.

Ci vediamo a Roma, per ricominciare! EAT THE RICH!

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2011 22:37
 
Ci dispiace per voi, l’estate è finita… ma è iniziato un autunno altrettanto caldo! PDF Stampa E-mail
Scritto da C.A.U.   
Martedì 06 Settembre 2011 16:37
 
Oggi, 6 settembre, tantissime città, da nord a sud, sono state attraversate da cortei in occasione dello sciopero generale proclamato da Cgil, Usb, Slai Cobas e altre sigle sindacali di base. Anche a Napoli il corteo del sindacalismo di base, che ha visto la partecipazione di non solo di lavoratori, ma anche di studenti, disoccupati e movimenti sociali, ha sfilato combattivo per la città; ha portato allo scoperto la rabbia sociale che in questi mesi è covata di fronte all’ennesimo attacco portato avanti contro tutti i lavoratori e i settori sociali più deboli.
Ultimo aggiornamento Martedì 06 Settembre 2011 18:51
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