| [Milano] 27 Marzo: Il lavoro sotto occupazione |
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| Martedì 30 Marzo 2010 13:51 |
La situazione delle operaie/operai palestinesi si fa sempre più drammatica. L’esercito di occupazione sionista continua a devastare l’economia palestinese, già molto precaria o addirittura primitiva. D’altra parte la corruzione e l’appropriazione dei fondi pubblici da parte dell’ANP costituisce un ulteriore salasso alle già esigue risorse disponibili. Le politiche Israeliane di esercitare il massimo controllo sulle merci in entrata e in uscita, permettono all’esercito d’occupazione di strangolare qualsiasi tentativo di sviluppo “industriale”. Questo allo scopo di rafforzare la dipendenza dei Palestinesi dal mercato sionista e assoggettarli agli interessi imperialisti.Non migliore è la situazione dei lavoratori all’interno della Palestina storica (Israele), dove le politiche razziste e neoliberiste determinano una stratificazione radicale dei diritti politici e sindacali, con la differenziazione dei lavoratori su base etnica e di nazionalità. Un modello di discriminazione applicato anche dai capitalisti italiani, per lo sfruttamento della forza lavoro immigrata, vessata dal doppio standard nelle condizioni di lavoro rappresentato dal ricatto e dal razzismo. Incontro Pubblico con Wehbi Badarni (Sindacalista ed attivista Palestinese) Sabato 27 Marzo - ore 16:00 Villa Pallavici- Via Meucci, 3 (quartiere Adriano fermata autobus 56)
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| Ultimo aggiornamento Martedì 30 Marzo 2010 11:53 |
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tradotto in italiano dai compagni di Bologna
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La situazione delle operaie/operai palestinesi si fa sempre più drammatica. L’esercito di occupazione sionista continua a devastare l’economia palestinese, già molto precaria o addirittura primitiva. D’altra parte la corruzione e l’appropriazione dei fondi pubblici da parte dell’ANP costituisce un ulteriore salasso alle già esigue risorse disponibili. Le politiche Israeliane di esercitare il massimo controllo sulle merci in entrata e in uscita, permettono all’esercito d’occupazione di strangolare qualsiasi tentativo di sviluppo “industriale”. Questo allo scopo di rafforzare la dipendenza dei Palestinesi dal mercato sionista e assoggettarli agli interessi imperialisti.