| Lunedi 11-05 Assemblea e dibattito da Louvain a Torino h 12.30 Facoltà Scienze di Politiche |
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| Giovedì 07 Maggio 2009 20:43 |
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Il 17, 18 e 19 maggio si svolgerà a Torino il G8 dell’università: rettori e presidi degli atenei di molti stati del mondo si troveranno per discutere di sostenibilità e sviluppo. L’incontro, che precederà di qualche mese il G8 dei capi di stato, si propone di produrre soluzioni “realistiche” e “praticabili” ai problemi del pianeta, da presentare poi al Summit dell’Aquila. Presupposto fondamentale a tutto questo sarà il carattere “neutrale ed oggettivo” della scienza e dei saperi prodotti tra le mura delle nostre facoltà, che permetterebbe all’incontro di produrre soluzioni “concrete ed efficaci”. Due considerazioni: - Innanzitutto ciò che sta a cuore a presidi e rettori (così come alla CRUI) certo non è il futuro del pianeta. I vertici e gli incontri che a livello europeo si sono svolti in questi anni, tra coloro che dirigono le università, sono serviti a modellare le facoltà in direzione del mercato, a demolire gli spazi di crescita culturale degli studenti, a favorire l’ingresso delle aziende negli atenei. Convenzione e consiglio di Lisbona (1997 e 2000), convegno di Bologna (1999), sono esempi della convergenza esistente tra le riforme universitarie e l’esigenza delle imprese di massimizzare i profitti. In barba a ecologismo e sostenibilità … - Durante le mobilitazioni di questo autunno, partite dai tagli del decreto 133, abbiamo ampiamente dimostrato l’assoluta dipendenza dei saperi rispetto alle esigenze del mercato. I meccanismi di funzionamento delle varie baronie universitarie ci dimostrano proprio questo: si studia ciò che è funzionale al profitto (e non ciò che serve all’”umanità” …) proprio come in una fabbrica, o in un call center, si produce ciò che fa profitto. I nostri cari baroni sono proprio al centro di questo meccanismo, che collega lavoro e formazione, nel quale lo studente viene adeguatamente “preparato” ai lavori precari e sottopagati che lo aspettano. Le disposizioni contenute nella 133, e nella finanziaria, stanno producendo i loro effetti sia nel mondo del lavoro, sia nelle università. Lavoratori del pubblico e del privato già stanno sperimentando l’ulteriore precarizzazione introdotta da queste norme. Dal prossimo anno gli effetti pratici dei tagli si faranno sentire pure nei nostri atenei. L’Onda di questo autunno è stata la teoria, ora ci aspetta la pratica.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Maggio 2009 18:34 |
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