| Tagli all'università di Milano; lavoratori e studenti non ci stanno |
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| Scritto da Assemblea studenti scienze politiche - Milano |
| Giovedì 26 Febbraio 2009 17:46 |
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Milano 13 Febbraio 2009 Dopo gli scioperi e le grandi manifestazioni di questo autunno, che univano lavoratori e studenti nella difesa dell'università, della ricerca e dell'istruzione pubblica e nella rivendicazione di stipendi, borse di studio e strutture adeguate è arrivato un inverno che ha portato: la sostanziale conferma dei tagli e un rinnovo contrattuale da fame per i lavoratori.Nell'ultimo incontro tecnico del 17/12/2008 l'amministrazione ha confermato che per il 2010 il taglio al FFO del nostro ateneo sarà di 60 milioni. La perequazione prevista dalla L. 1/2009 a favore dei cosiddetti ''atenei virtuosi'' potrebbe ''restituirci'' 3 milioni, non si sa bene come e quando. Riteniamo che la politica negoziale condotta dalla CRUI non abbia, alla luce di ciò conseguito dei risultati significativi: lo smantellamento programmato di università e ricerca, inserito in un contesto complessivo di attacco alla pubblica istruzione, prosegue indisturbato. Consideriamo invece addirittura deleteria la politica della CRUI rispetto al personale tecnico-amministrativo, concretizzatasi negli ultimi atti d'indirizzo per il CCNL. Essa è improntata a una concezione puramente astratta, formalistica di meritocrazia, che ha il solo effetto di non contrastare le campagne politiche contro i lavoratori pubblici e di importare nei contratti ulteriori elementi di divisione tra i lavoratori, senza produrre alcun miglioramento dei servizi. Nell'ottobre del 2008 Lei, rettore e presidente della CRUI, ha preso le distanze dalle mobilitazioni, bollando come illusoria l'idea di poter ottenere dei risultati attraverso quelle forme di protesta, e ritenendo che, in ogni caso, sarebbe stato meglio attendere il 2009. A febbraio del 2009 il disastro dell'università italiana sembra dietro l'angolo, avvolto dal silenzio. Abbiamo pertanto deciso di tornare da Lei per chiedere come intende dar seguito a quanto sostenuto durante l'autunno, cioè che se nel 2009, i tagli fossero stati confermati, da parte dei Rettori ci sarebbero dovuti essere anche gesti clamorosi, come le dimissioni. Riteniamo che nei prossimi mesi, davanti all'eccezionalità della situazione, le dimissioni dei rettori possano dare al paese un segnale adeguato alla gravità della situazione. Nello stesso spirito la nostra mobilitazione odierna: il governo deve sapere che i lavoratori e gli studenti non hanno chinato il capo, i problemi sono ancora tutti presenti, la nostra situazione salariale è sempre più grave. |
| Ultimo aggiornamento Domenica 22 Marzo 2009 18:35 |
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