Teniamo alta la tensione: Alessandro e Domenico liberi subito PDF Stampa E-mail
Scritto da Assemblea Studenti Scienze Politiche - Milano   
Sabato 23 Maggio 2009 17:00
Nel corso della manifestazione nazionale contro il G8 University Summit a Torino, martedì 19 maggio, sono stati tratti in arresto due compagni, Alessandro e Domenico. Dai presidi sotto il carcere dove sono attualmente detenuti, agli striscioni di solidarietà apparsi in moltissimi atenei, il movimento che dal luglio scorso si batte contro i tagli all’università ne rivendica a gran voce l’immediata liberazione.

Il corteo di martedì, momento conclusivo delle giornate di mobilitazione contro questo summit di rettori e baronie varie, si colloca pienamente all’interno dei percorsi che il movimento di quest’autunno ha saputo sviluppare: dall’occupazione di spazi nelle facoltà, ai cortei selvaggi, ai blocchi nelle strade e nelle stazioni.

Giornali e media in generale hanno tentato, e cercano tuttora, di separare la “parte buona”, magari quella che cerca il dialogo con le istituzioni universitarie, e la “parte cattiva”, gli infiltrati, i “professionisti della protesta” il cui unico obiettivo è “creare disordini”. Rispediamo al mittente questa falsificazione, esprimendo la nostra più sincera e completa solidarietà ai due arrestati. 

Ribadiamo ancora una volta che i veri criminali sono coloro che precarizzano il lavoro e le nostre vite, sono coloro che votano le missioni di guerra, che rinchiudono gli immigrati nei CPT, che licenziano i lavoratori “improduttivi” e tagliano con la mannaia sanità, istruzione, servizi sociali. Come già detto mille volte, i costi di questa crisi, da loro provocata, li paghiamo noi, studenti e lavoratori.

Per questi motivi siamo andati a Torino, dove i veri criminali stavano asserragliati nel castello del Valentino a discutere di sostenibilità dal punto di vista “neutrale” della scienza, dove per “neutrale” si intende finalizzata alla massimizzazione del profitto. Poco importa se ci si arriva con quattro morti sul lavoro al giorno. 

Ciò che accettano è solo l’opposizione pacifica, o pacificata. La testimonianza è l’unica forma di dissenso praticabile. Peccato che in questa struttura sociale totalmente militarizzata, dove qualsiasi comportamento minimamente “deviante” può avere come risultato denunce o arresti, le sole parole non hanno nessun peso, sono lettera morta. Da questo ragionamento derivano le occupazioni, i cortei selvaggi, i blocchi. Siamo consapevoli che già nei prossimi mesi vedremo gli effetti dei tagli che si abbatteranno a raffica sugli atenei e i frutti delle misure che rendono ancora più precario il lavoro. E i baroni riuniti a Torino, paladini di flessibilità e libero mercato, tutto questo lo sanno molto bene, salvo poi tenersi ben stretti i loro privilegi, e la loro fetta di torta. 

Alessandro e Domenico sono e saranno parte delle mobilitazioni che si oppongono e si opporranno alla mercificazione dell’università e della società in generale, per questo ne chiediamo la liberazione. 

Alessandro e Domenico liberi subito!

Assemblea Studenti Scienze Politiche
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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Maggio 2009 18:22