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[Firenze] 17/10: Considerazioni sul 15 ottobre |
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Scritto da account-fi
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Giovedì 27 Ottobre 2011 10:00 |
Come prevedibile, la risposta alla partecipatissima manifestazione del 15 Ottobre è stata un attacco frontale, ad opera degli apparati repressivi e col
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supporto della stampa di regime, contro la vasta area di dissenso che si è espressa in piazza. Ci sono state perquisizioni a tappeto in tutta Italia, 11 nella sola Firenze, anche contro compagni che neppure erano presenti a Roma, ma colpevoli solo di una precisa appartenenza politica. L’ondata repressiva ha colpito arbitrariamente chi lotta quotidianamente conto le politiche neoliberiste governative e comunitarie, chi difende il territorio, il diritto allo studio, chi avanza rivendicazioni contro la precarietà e lo sfruttamento padronale. Preoccupanti e inaccettabili sono le dichiarazioni dei vari Di Pietro e Maroni che lasciano prevedere pesanti riduzioni delle libertà politiche e degli spazi di democrazia: provvedimenti come Daspo, Legge Reale, arresti preventivi e la possibilità di autorizzare cortei solo disponendo di un patrimonio di garanzia per eventuali danni, fanno tornare la memoria direttamente agli anni bui del Fascismo. Non si tratta però di una stretta autoritaria fine a se stessa. Al contrario, la gestione emergenziale della protesta risponde direttamente alla necessità di governo e padroni di indebolire le lotte, soffocando il consolidamento di un movimento di massa, radicale e conflittuale, tanto nelle pratiche di piazza quanto nelle istanze politiche di cambiamento.Un movimento, quindi, in grado di rispondere all’esigenza dei settori sociali subalterni, che stanno pagando la crisi del capitale, di superare radicalmente l’attuale sistema. A questa sessa logica risponde il clima di caccia alle streghe che, scatenato da politici e media, rischia subdolamente di contagiare alcuni settori del movimento stesso. L’invito alla delazione di massa, oltre ad essere particolarmente infame, induce una deleteria distinzione tra manifestanti “buoni” e manifestanti “cattivi”, spaccando e danneggiando il movimento nel suo insieme. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Ottobre 2011 10:06 |
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LA REPRESSIONE NON FERMERA' LA NOSTRA LOTTA! TUTT* LIBER* |
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Domenica 19 Giugno 2011 10:30 |
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La mattina del 13 giugno, a Firenze, è stata messa in atto l’ennesima azione repressiva da parte delle forze dell’ordine nei confronti di numerosi compagni. Il bilancio è di 6 persone agli arresti domiciliari con pesanti restrizioni (non possono nè vedere nè sentire nessuno), 9 persone con obbligo di firma ed un compagno in carcere. Questi provvedimenti sono stati presi in seguito ai fatti avvenuti a Firenze tra il 4 e il 21 maggio; oggi, come allora, siamo scesi in piazza contro chi prova, con un’immensa montatura giudiziaria, a fermare il movimento fiorentino. Già il 4 maggio, infatti, erano stati notificati pesanti provvedimenti cautelari a carico di 22 studenti: 5 agli arresti domiciliari e 17 con obbligo di firma. Su alcuni di questi grava anche l’accusa di associazione a delinquere. Un’accusa che nega anche la dignità politica delle lotte portate avanti dal movimento a Firenze come in tutta Italia. Movimento da sempre in prima fila nelle lotte sociali, per una scuola e un’università pubblica, per il diritto alla casa, contro l’apertura di CIE e di covi fascisti nella nostra regione, per un trasporto pubblico, al fianco dei centri sociali e contro le speculazioni edilizie. La violenza e la trasversalità con cui si è abbattuta la scure della repressione su studenti e lavoratori rappresentano una pericolosa deriva verso uno stato di polizia. La scientificità con cui si cerca di cancellare quelle realtà e quei movimenti nati e partecipati dal basso, rovinando le fedine penali e le vite di centinaia di giovani e meno giovani “colpevoli” di cercare di cambiare una realtà fatta di precarietà e sopraffazione, rivela lesistenza di un disegno preciso di cui magistrati e forze dell’ordine, più o meno consapevolmente, rappresentano l’aspetto coercitivo. Quest’ondata repressiva, che vede in tutto 35 persone sottoposte agli arresti domiciliari o all’obbligo di firma per un totale di quasi 100 indagati, è solo un evidente tentativo di fermare chi, con le proprie lotte tenta ogni giorno di mettere in evidenza le contraddizioni di questa realtà, portando sempre più persone a sostenere certe idee e certe pratiche. Nell’attuale contigenza storico-economica, reprimere quanto più velocemente e massicciamente qualsiasi reale opposizione, anche se non immediatamente in grado di mettere in pericolo il sistema nel suo complesso, diventa necessario per la sopravvivenza stessa di quei poteri il cui unico scopo è perpetrarsi nella propria posizione di privilegio. Rispetto ad un simile esercizio di violenza impropriamente chiamata giustizia nessuno dovrebbe e potrebbe sentirsi al sicuro. Per questo riteniamo che l’unica risposta possibile sia quella di resistere e continuare sulla strada intrapresa; in pericolo non c’è solo la libertà di chi lotta ma i diritti di tutti. Tutti liberi, tutte libere COLLETTIVO POLITICO * SCIENZE POLITICHE |
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[Firenze] 4/05: Due parole sulle perquisizioni e misure cautelari |
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Scritto da Firenze
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Venerdì 06 Maggio 2011 09:13 |
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Nella mattinata di ieri, 4 maggio 2011, 22 studenti sono stati bruscamente svegliati da uomini in divisa. Prima le perquisizioni, poi la schedatura e, infine, la consegna di 22 ordinanze di custodia cautelare, tra cui 5 arresti domiciliari, sono state le fasi di una mattinata di ordinaria repressione. Se questo non bastasse i media hanno sbattuto sulle prime pagine, anche nazionali, la notizia, presentando l’operazione come grande successo della collaborazione tra polizia ordinaria e servizi segreti. Tante parole sono state spese sulla questione, ma crediamo che qualche precisazione sia necessaria.
Hanno parlato di noi nella maniera più svariata, ci hanno alternativamente dipinto come pericolosi delinquenti o come poveri e ingenui studenti: non siamo nè l’una nè l’altra cosa.
La realtà non è fatta di bianco e nero e le sfumature, in questo caso, sono molto importanti. Le misure cautelari comminate ieri sono, infatti, andate a colpire una categoria ben definita: gli studenti autorganizzati.
Tra noi ci sono anarchici, comunisti, e altri che, molto giovani, sono ancora alla ricerca di una collocazione politica definitiva. Lavoriamo all’interno dell’università, ma non ci limitiamo a questo ambito. Riteniamo, infatti, che valori come l’antifascismo, l’antirazzismo e l’antisessismo vadano difesi sempre e comunque, dentro e fuori da scuole ed università e, per questo, abbiamo protestato contro l’apertura di Casapound, il progetto di un CIE in toscana o la presenza dell’On. Santanchè al Polo di Novoli.
Siamo stati in prima fila nelle mobilitazioni contro la riforma Gelmini e l’università azienda perchè le università sono il nostro terreno di lavoro, perchè sono il luogo dove ci muoviamo ogni giorno, perchè sono la nostra base di partenza, ma non siamo solo questo. Nelle università abbiamo spazi che autogestiamo e dove facciamo politica. Si, politica. Perchè probabilmente la nostra colpa è proprio questa: facciamo politica in un momento in cui più nessuno la fa, non deleghiamo, ma facciamo dell’attivismo e della militanza un elemento centrale della nostra vita.
Per questo negli anni siamo scesi in piazza al fianco dei centri sociali e dei movimenti sociali, abbiamo manifestato contro guerra e repressione, abbiamo organizzato iniziative e conferenze sui tanti argomenti che l’università consapevolmente e colpevolmente tralascia.
I reati che ci vengono contestati sono ben poca cosa in confronto a quelli che commette ogni giorno chi ci sfrutta sul posto di lavoro e chi ci fa pagare affitti sempre più alti.
Se occupare facoltà e stazioni, bloccare il traffico e manifestare la contrarietà allo sfruttamento e ai ricatti padronali con tutti i mezzi necessari è sufficiente per essere “pericolosi delinquenti”, allora lo siamo. Ma non siamo soli. Le pratiche che ci vengono contestate come “pericolosi attacchi all’ordine democratico” sono parte della pratica di migliaia di studenti e lavoratori che, con forza, sono riusciti ad opporsi alla smantellamento dei diritti collettivi (diritto allo studio, diritti sul lavoro).
Noi siamo questo e tanto altro e ci infastidiscono semplificazioni e strumentalizzazioni.
A fronte di tutto questo risulta evidente che quello che ci ha colpito, prima di essere un atto giudiziario, è un atto politico. Con reati ridicoli e accuse poco consistenti hanno costruito un castello accusatorio degno della migliore tradizione complottista. Non esistono, però, complotti o mani occulte: la nostra attività politica è alla luce del sole e rispecchia valori che non ci vergognamo a difendere. Non arretreremo e non lasceremo che questura e magistrati fermino la nostra lotta.
VITTORIO, DANI, MASSI, LUCA, PIETRO LIBERI!
Collettivo Politico Scienze Politiche
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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Maggio 2011 08:06 |
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Opporsi alla legge Gelmini: Istruzioni per l’uso |
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Scritto da Collettivo Politico Scienze Poltiche - Firenze
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Venerdì 25 Febbraio 2011 06:14 |
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Dunque dove eravamo?… Novembre 2010, il ddl 1905 slitta in avanti sospinto da un governo fragile e dalle spallate studentesche…dicembre, occupazioni, blocchi del traffico e della didattica fanno indietreggiare il governo, che tuttavia criminalizza il movimento, non tenta nessuna mediazione …14 dicembre, Roma, chi decide incassa la fiducia alla Camera, per le strade divampa la rivolta.
Piazza del Popolo ci fornisce un assaggio di quella particolare alchimia socio-politica che viene mescolandosi in Italia, come anche nel resto d’Europa. Da un lato c’è una base sociale che subisce la perdita di diritti collettivi e che si eccita, si anima in alcuni suoi settori, dall’altra delle formazioni governative votate all’imposizione populista e autoritaria della legge del più forte (il capitale privato ed il potere baronale, nel nostro caso), non essendo possibile altrimenti. Dalla palude del dibattito parlamentare, comunque sia andato l’iter legislativo dello scellerato provvedimento, emerge chiaro il processo di esecutivizzazione della politica, cioè il passaggio lento dalla finzione della democrazia parlamentare alla realtà dell’imposizione. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Febbraio 2011 19:49 |
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