Comunicati Red-Net
Un’operazione contro la Valsusa? Un’operazione contro tutti i movimenti sociali in lotta PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 28 Gennaio 2012 11:30

 

>> Qui qualche foto del corteo del 28 gennaio a Torino


Il 26 gennaio in tutta Italia si sono verificate 52 perquisizioni che hanno portato a 26 arresti e 16 denunce a piede libero per le mobilitazioni contro la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione (TAV). Le accuse sono resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e riguardano in particolare i fatti di Chiomonte del 3 luglio, quando una grandissima manifestazione si era opposta alla costruzione del “fortino”, creato per proteggere il cantiere di questa grande opera.  

Ma alla popolazione della Val Susa, come a tutti noi, un modello di sviluppo incentrato su devastazione del territorio e sempre maggiori profitti per speculatori e padroni vari, non serve.


Dal 1991 in Val Susa i comitati popolari NoTav si battono contro questa linea ferroviaria sulla quale si giocano enormi interessi economici; interessi che sono in antitesi con i bisogni e le condizioni di vita reali della maggior parte della popolazione. In questo modo il capitalismo italiano cerca di rilanciare il proprio ruolo all’interno dell’UE, diventando una piattaforma di transito-merci e manodopera, e imponendo alla popolazione i costi economici, sociali, ambientali e militari dell’operazione. In Val Susa abbiamo visto una lotta partecipata, condivisa che ha travalicato i confini della valle, contribuendo a palesare i limiti di questo modello sociale.
Mentre la Tav passa sulla testa delle popolazioni, è in atto l’ulteriore  smantellamento dei diritti nel mondo del lavoro annunciato dal governo tecnico. 

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 16:36
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C'è chi nasce cicala e chi formica... NO all'abolizione del valore legale del titolo di studio! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 27 Gennaio 2012 09:07
 
"C’era una volta un paese in cui viveano una cicala e una formica.
La formica era solerte e lavoratrice e la cicala no, le piaceva cantare e dormire mentre la formica lavorava alacremente. Passò il tempo e la formica lavorò e lavorò tutta l’estate… risparmiò quanto potè e quando arrivò l’inverno, la cicala moriva di fame e di freddo, mentre la formica aveva di tutto…
Che figlia di puttana la formica!
La cicala bussò alla porta della formica che le disse 'cicaletta cicaletta, se tu avessi lavorato come me ora non patiresti fame e freddo' e non le aprì la porta…
Chi ha scritto questa storia?! Perchè guarda che le cose non stanno così: la formica è una gran figlia di puttana e una speculatrice! E quello che qui nn dicono è perchè c’è chi nasce cicala e chi formica! Perchè se nasci cicala sei fottuto e qui non lo dicono..capito? Non lo dicono.."
(Qui lo spezzone tratto da I lunedì al sole di Fernando León de Aranoa)
 

Nella cosiddetta fase due che il Governo Monti sta cercando di attuare è prevista una serie di provvedimenti economici, fra cui le liberalizzazioni, che colpiscono vari settori della società. L'università non è stata esclusa da questo processo di adeguamento agli standard
Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 09:24
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Il movimento non si arresta! Liber* tutt*! PDF Stampa E-mail
Scritto da Red-Net   
Lunedì 13 Giugno 2011 12:40

 
Per chi ancora pensava che si potesse esprimere liberamente il proprio dissenso, oggi è stata scritta una nuova pagina nera che racconta di repressione delle lotte e del tentativo di intimidire chiunque cerchi di trasformare l’attuale stato di cose.

La mattina è iniziata con la polizia che provvedeva a notificare ed eseguire nuove misure cautelari contro compagni che da sempre si sono attivati e sono scesi in piazza per lottare e far sentire la propria voce.

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Giugno 2011 17:52
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La Repressione non ci fermerà! Solidarietà al movimento studentesco di Firenze PDF Stampa E-mail
Scritto da Student*   
Mercoledì 11 Maggio 2011 09:22

78 indagati, 22 misure cautelari, nello specifico 5 arresti domiciliari e 17 obblighi di firma. È questo il prodotto della retata realizzata il 4 maggio a Firenze. Gli attori sono Digos, Ucigos e AISI, vale a dire tutti gli apparati statali dediti più nello specifico alla repressione. I capi d’imputazione sono diversi e svariati. Il più assurdo è sicuramente quello di “associazione a delinquere”: sminuire il conflitto politico al grado di delinquenza comune è il chiaro segno della volontà delle forze della repressione.

Al centro dell’attacco c’è proprio il conflitto. In una società che si vorrebbe senza tensioni sociali, in cui tutti i soggetti istituzionali ed affini parlano di pace e armonia sociale nonostante viviamo un periodo di durissimo attacco ai diritti, alle condizioni di vita e alle prospettive future, bisogna cercare di mettere a tacere le voci e fermare i corpi di chi parla e pratica il conflitto. Ed allora colpire in primis il movimento studentesco, che è stato capace di mettere in campo durante lo scorso autunno una determinazione ed una radicalità che hanno sorpreso molti in tutta la penisola, ponendosi anche come interlocutore per lotte che trascendono gli angusti confini dei nostri atenei, può diventare una priorità.

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Giugno 2011 15:43
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Contro la guerra imperialista e la complicità delle università PDF Stampa E-mail
Scritto da red net   
Martedì 12 Aprile 2011 13:52
more info sulla manifestazione NAZIONALE DI SABATO 16 A NAPOLI (appello, adesioni, calendario di mobilitazione, concentramento, assemblea nazionale) su:

Come coordinamento nazionale studentesco universitario, abbiamo deciso di prendere posizione senza “se” e senza “ma” contro l’intervento militare in Libia, dettato dagli interessi imperialisti delle potenze europee e statunitense in quell’area, piena di risorse energetiche e materie prime vitali per le economie dei paesi occidentali, in competizione tra loro per accaparrarsi una maggiore fetta di controllo economico e militare del paese di turno da assoggettare. Intervento militare che non ha nulla di umanitario; e che quando parla di interesse “nazionale” da difendere fa riferimento a quello delle imprese (ENI, Unicredit, Fiat, Impregilo, ecc.) e non certamente al nostro.

E' un'operazione che miete vittime sia nei paesi coinvolti nel conflitto che all'interno della stessa Fortezza Europa e della società statunitense; mentre le spese militari sono in continuo aumento, altri ingenti tagli colpiscono i servizi sociali (istruzione, sanità, trasporti pubblici, ecc...), peggiorando ulteriormente le condizioni di vita delle classi subalterne. E nel frattempo si alzano muri (veri, come quelli in Grecia o Arizona, o legislativi) per rendere più difficile l’arrivo di immigrati nelle nostre città e per riprodurre la loro condizione di “clandestini” e, quindi, di soggetti più “disponibili” ad un super-sfruttamento nelle nostre imprese o nelle nostre case. Cosa c’entrano le Università in tutto questo? È proprio l’università la culla delle politiche main stream, un tassello fondamentale nel quadro della creazione, implementazione, gestione ed applicazione delle politiche neoliberiste. È compito dell’università, attraverso le facoltà scientifiche e più nello specifico i centri di ricerca, sia migliorare l’”efficienza” dei mezzi militari da sperimentare sul campo sia preservare gli interessi delle aziende private, con cui spesso le università istituiscono vere e proprie convenzioni, come nel caso italiano dell’ENI.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Settembre 2011 13:37
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