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[Bologna] 14/06: SOLIDARIETA' AGLI STUDENTI LIBICI - Guerra senza frontiere PDF Stampa E-mail
Scritto da account-bo   
Martedì 14 Giugno 2011 10:54

Il CSC esprime solidarietà a Nuri Ahusain Shahib e agli altri studenti libici arrestati nei giorni scorsi dalla Digos di Perugia coordinata dal Gip Luca Semerano.
L’inchiesta giudiziaria e l’azione di polizia che ha portato all’arresto dei dirigenti della Lega degli studenti libici in Italia, accusati di costruire un fronte internazionale di appoggio al legittimo governo libico, è un fatto gravissimo che deve mettere in allarme tutti i sinceri democratici e pacifisti italiani. Quella che e stata presentata come l’ennesima operazione di antiterrorismo è in realtà una vera operazione di guerra in territorio italiano contro il governo di Tripoli e un tributo che il governo e la politica italiana pagano al governo di transizione di Bengasi per avere un riconoscimento nella Libia post Gheddafi.
La lega degli studenti libici in Italia si è espressa fin dai primi giorni contro l’intervento occidentale in Libia e in sostegno al governo libico che subisce ancora una volta l’aggressione colonialista dei paesi occidentali diretti manovratori dei ribelli di Bengasi.
Ciò a cui stiamo assistendo è una vera e propria sottomissione del diritto e delle garanzie costituzionali agli interessi di guerra, pratica che non si era mai registrata nel nostro paese dalla fine della seconda guerra mondiale.
Dopo la concessione di ingenti finanziamenti al CNT in cambio della produzione e della consegna di 100mila barili di greggio al giorno stabilita dal vertice del gruppo di contatto sulla Libia di Abu Dhabi, la condotta di una operazione come questa era il naturale prosegui di un conflitto che ha fatto della sua assimetria una strategia di guerra. In pochi mesi siamo passati dalla costruzione del nemico perfetto, attraverso una informazione menzoniera e totalmente priva di alcun riscontro nella realtà, ai bobombardamenti e al congelamento del fondo sovrano libico ad azioni di polizia e guerra internazionale come quella di Perugia. E’ un chiaro cambi di marcia della politica estera italiana ed Europea. Sono passati solo 8 anni dal rapimento da parte dei servizi di sicurezza americani dell’Imam di Milano Abu Omar, sostenitore della resistena afghana e irakena,che tanta indignazione aveva suscitato nell’opposizione democratica e civile italiana ed ora
siamo noi a dimostrare agli alleati della Nato che abbiamo diligentemente imparato i loro metodi e il loro modo di combattere una guerra senza frontiere che mira ad annientare gli oppositori in ogni paese senza nessun rispetto nè del diritto internazionale né di quello nazionale.
Il più o meno tacito accordo con l’intervento armato in Libia di gran parte delle organizzazione e delle realtà che furono protagoniste dei movimenti contro le precedenti avventure militari ha fatto si che questa guerra venga combattuta tutti i giorni, su tutti i fronti nel totale silenzio e disinteresse dell’opinione pubblica e dell’informazione italiana.
Questa ennesima montatura giudiziaria contro gli oppositori dell’ordine mondiale imposto dalle superpotenze occidentali, ci costringe ad una estrema vigilanza di fronte al continuo restringimento di spazi di democrazia e di libertà di opinione nel nostro paese. È innammissibile che in un paese che a parole si dichiara democratico e soprattutto non ufficialmente in stato di guerra, si assista all’arresto arbitrario di cittadini che hanno come unica colpa la lealtà al proprio paese e il rifiuto della guerra di rapina contro i popoli.
Costruire un radicato e popolare movimento contro la guerra in Libia e contro tutte le guerre imperialiste diviene una urgente necessità non solo per garantire l’autodeterminazione dei popoli ma, la stessa democrazia nel nostro paese.
Come studenti esprimiamo tutta la nostra vicinanza e gratitudine alla Lega degli studenti libici in Italia che in questi mesi a contribuito in modo determinate alla difesa della verità e della pace in Libia e nel mediterraneo.

COLLETTIVO STUDENTI COMUNISTI-BOLOGNA
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Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Giugno 2011 07:38
 
SOLIDARIETA' AGLI STUDENTI MAROCCHINI DELLA VDB ARRESTATI PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Aprile 2011 17:08

http://www.youtube.com/watch?v=_CdxanlkvkM

VIDEO REALIZZATO DAI COMPAGNI DI BOLOGNA IN SOLIDARIETA' DEGLI STUDENTI ARRESTATI IN MAROCCO APPARTENENTI ALL UNIONE NAZIONALE STUDENTESCA MAROCCHINA.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Aprile 2011 15:17
 
CONTRO LA GUERRA SENZA SE E SENZA MA PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Aprile 2011 12:42
Da un mese i bombardamenti occidentali sulla Libia si susseguono senza sosta. A terra però le forze della Jamahirya stanno riprendendo tutte le principali città e snodi della Libia orientale, così che il successo politico e militare dei “ribelli di Bengasi” sembra ormai possibile solo con l’intervento di terra delle potenze occidentali. Diversi paesi dell’unione europea dichiarano di essere pronti ad armare i ribelli violando pesantemente la già criminale risoluzione ONU che prevedeva la possibilità di bombardare la Libia per “difendere” il suo popolo che in realtà si è dimostrato assai più fedele alla Jamahirya che alle ambigue posizioni degli insorti.

Quello a cui stiamo assistendo è una vera e propria intromissione degli stati occidentali nella politica interna di uno stato sovrano, al fine di accedere al controllo delle risorse energetiche. Ciò che in anni passati avrebbe preso il nome di penetrazione coloniale, viene oggi invece mascherato delle ormai eterne guerre umanitarie. Del resto i fatti spiegano la realtà meglio di mille opinioni e la successione degli eventi bellici in Libia ha già ampiamente dimostrato come questa sia una guerra coloniale in cui il classico schema di penetrazione occidentale è stato rispettato minuziosamente. Cento anni fa l’ esercito colonialista italiano entrava a Tripoli sotenendo la necessità di liberare dalla tirannia ottomana la Tripolitania e la Cirenaica. Oggi il mostro è Gheddafi e il suo inconseguente anticolonialismo a cui si oppongono i “mitici rivoluzionari” di Bengasi che sventolando le bandiere francesi e chiedendo un  più cospicuo intervento
bellico dell’Italia, loro amata ex potenza coloniale, rivelano il loro vero volto, non quello di puri servitori del popolo ma, come già avvenne per l’UCK kosovaro, di essere a libro paga e di fare il gioco degli occidentali.

La terza guerra per la democrazia, in poco meno di 10 anni, che questa volta non è stata neanche accompagnata da un grande movimento contro la guerra perché i democratici e la sinistra europea hanno speso più parole a favore dei “ragazzi di Bengasi” che contro la guerra, a scapito del popolo libico, quello martoriato dai bombardamenti Nato. Crediamo sia arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza su quello che sta succedendo nel panorama internazionale. Sentiamo la necessità di chiamare le cose con il proprio nome. Il tempo degli slogan è finito, centinaia di morti sono già stati fatti dalle bombe occidentali al\'uranio umanitario che volute dai \"ribelli\" hanno dato il via ad una vera invasione della Libia il cui ultimo esito sembra ormai prossimo.
Quello che sta succedendo in Libia non ha nulla a che vedere con una rivoluzione e nemmeno con una rivolta popolare ma è il tentativo delle potenze occidentali, prima fra tutte la Francia, di tornare a giocare un ruolo determinante nel continente africano sconvolto dalle crisi politiche.

Di fronte a ciò vogliamo ribadire il nostro incondizionato appoggio alla resistenza libica, contro ogni ingerenza straniera. Siamo convinti che se la  Libia può avere un futuro senza Gheddafi, questo non può essere ipotecato dal controllo dei paesi occidentali sulle risorse energetiche ed economiche nazionali, per questo mentre il governo provvisorio degli insorti gira l’Europa per chiedere e scambiare l’intervento della UE contro Gheddafi con petrolio e garanzie per il futuro, per noi diventa sempre più necessario richiedere l’immediata cessazione di ogni ostilità contro la Libia e dare pieno appoggio a tutti i nuovi “leoni del deserto” che combattono una guerra impari contro le potenze occidentali della Nato e i loro servitori arabi e libici.

PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI
W LA RESISTENZA DEI POPOLI DEL MEDITERRANEO

STUDENTI COMUNISTI-BOLOGNA
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tutti i giovedi dalle ore 19.00 in via fornasini 13 Bo
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MAKE SCHOOL NOT WAR!! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Novembre 2010 11:54

I soldi per la scuola si devono trovare tagliando la scuola militare.

In queste settimane le mobilitazioni contro i programmi che introducono nella
scuola forme di addestramento militare (in particolare Mini-naja e Allenati per
la vita) sono state molto importanti, diffuse sul territorio e partecipate da
decine di migliaia di studenti nei cortei dell\'8 ottobre. In particolare a
Milano hanno anche costretto alcuni dei protagonisti a fare marcia indietro
(come nel caso dell\'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo), prefigurando il
fatto che si può vincere questa battaglia.
Per questo lanciamo un appello per una mobilitazione che inizi dal mondo della
scuola ma coinvolga tutti coloro che sono contro la guerra che sempre più
diviene globale e permanente, attraversa le nostre vite e distrugge interi
paesi. Costruiamo una mobilitazione di tutti coloro che vogliono un futuro di
solidarietà e antirazzismo, attraverso la cultura e la globalizzazione dei
diritti, non attraverso la militarizzazione in casa e le bombe nel resto del
mondo. Una mobilitazione che sarà portata avanti in forme molteplici, da
collettivi studenteschi e organizzazioni dei lavoratori di scuola e università,
associazioni e reti contro la guerra o che operano concretamente per la pace in
Italia o nei paesi in cui si combatte, mezzi di informazione libera che non
vogliono sottoporsi alla censura che sempre accompagna gli eserciti e le armi.
Facciamo del 4 novembre, all\'interno di questa campagna, una giornata in cui
scendere in piazza, mentre si celebrano le forze armate, per dire che ciò di cui

abbiamo bisogno non è la guerra ma l\'istruzione, non è il futuro di potenza
nucleare (civile e militare), ma il ritiro delle truppe in Afghanistan

Bologna Prende Saperi
http://bolognaprendecasa.noblogs.org/

campagna nazionale Make school not war!

per maggiori info:
www.disarmiamoli.org
www.cantiere.org/art-02685/make-school-not-war.html
 
Giù le mani dal Welfare - Appello contro i tagli al welfare voluti dall’amministrazione di Bologna PDF Stampa E-mail
Martedì 02 Novembre 2010 20:38
Bologna, tradendo la sua storica vocazione, organizza lo smantellamento del welfare cittadino un tempo vanto di un orientamento politico sociale teso a offrire il meglio ai suoi cittadini. Con la gestione commissariale, del già prefetto Anna Maria Cancellieri si rischia di arrivare a un punto di non ritorno in quanto i tagli annunciati, e in parte già attuati, hanno un carattere strutturale: taglio generalizzato di risorse a tutti i servizi sociali, chiusura e smantellamento delle strutture di sostegno sociale, massiccia privatizzazione del settore educativo e scolastico, aumento delle tariffe per l’accesso ai servizi comunali, aumento degli affitti in casa popolare, aumento del costo del biglietto dell’autobus, taglio delle risorse ai servizi culturali pubblici, taglio degli stipendi e licenziamento dei lavoratori precari comunali, svendita del patrimonio pubblico. Assistiamo da anni alla riduzione dei finanziamenti agli enti locali da parte dei vari governi nazionali che si succedono, che ha visto il suo apice con la finanziaria di Tremonti.
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Novembre 2010 20:14
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