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C'è chi nasce cicala e chi formica... NO all'abolizione del valore legale del titolo di studio! |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 27 Gennaio 2012 09:07 |
"C’era una volta un paese in cui viveano una cicala e una formica. La formica era solerte e lavoratrice e la cicala no, le piaceva cantare e dormire mentre la formica lavorava alacremente. Passò il tempo e la formica lavorò e lavorò tutta l’estate… risparmiò quanto potè e quando arrivò l’inverno, la cicala moriva di fame e di freddo, mentre la formica aveva di tutto… Che figlia di puttana la formica! La cicala bussò alla porta della formica che le disse 'cicaletta cicaletta, se tu avessi lavorato come me ora non patiresti fame e freddo' e non le aprì la porta… Chi ha scritto questa storia?! Perchè guarda che le cose non stanno così: la formica è una gran figlia di puttana e una speculatrice! E quello che qui nn dicono è perchè c’è chi nasce cicala e chi formica! Perchè se nasci cicala sei fottuto e qui non lo dicono..capito? Non lo dicono.."
(Qui lo spezzone tratto da I lunedì al sole di Fernando León de Aranoa)
Nella cosiddetta fase due che il Governo Monti sta cercando di attuare è prevista una serie di provvedimenti economici, fra cui le liberalizzazioni, che colpiscono vari settori della società. L'università non è stata esclusa da questo processo di adeguamento agli standard |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 09:24 |
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Sulle ultime mobilitazioni in Val di Susa |
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Venerdì 16 Dicembre 2011 08:46 |
 Sono mesi che cerchiamo di sostenere i NO TAV in val di Susa. Fin da principio ci è sembrato importante parteciparvi e portare nella nostra città un po’ di quella lotta, sia per quanto riguarda l’informazione sia per il coraggio e la determinazione che i valligiani dimostrano nel non capitolare di fronte ad un progresso che calpesta le loro e le nostre vite.
Non staremo a ripetere nuovamente i motivi che ci spingono contro l’Alta velocità e nemmeno gli interessi del Capitale in quest’opera, vogliamo per una volta cercare di esprimere le nostre passioni. La gioia che proviamo quando mettiamo piede in quella terra di montanari testardi e ribelli ci dà la carica per tornare a fare meglio di prima, continuando a scegliere la strada in salita che più ci contraddistingue ma che con più forza e convinzione riprendiamo a percorrere. |
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Ultimo aggiornamento Domenica 18 Dicembre 2011 08:23 |
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[Milano] 3/12: A VOLTE RITORNANO… Qualche riflessione sulla mobilitazione antifascista a Scienze Politiche |
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Scritto da account-mi
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Sabato 03 Dicembre 2011 00:00 |
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Giovedì 1 dicembre, nella facoltà di Scienze Politiche di Milano, ha avuto luogo una giornata di mobilitazione antifascista, per ostacolare lo svolgersi di un’iniziativa organizzata da Azione Universitaria, gruppuscolo legato a quella che fu Alleanza Nazionale, faccia pulita nel panorama del neofascismo del nostro paese. Con il beneplacito dell’università tentavano infatti di mettere in scena una conferenza sulla crisi in Europa, la situazione italiana, e le possibili soluzioni; come relatori Renato Besana (giornalista di Libero noto per le sue collaborazioni con Forza Nuova) e Oscar Giannino (apologeta del neoliberismo più sfrenato sempre presente in molti talk-show spazzatura). Ovvero, ci venivano a spiegare come risolvere la stessa crisi che loro stessi hanno contribuito a creare in anni e anni di governo. Dall’assemblea fatta Mercoledì, è nata quindi l’esigenza di costruire un momento di lotta condiviso: decine di studenti si sono raccolti nel cortile già dalla mattinata, con banchetti informativi, interventi, musica, pranzo sociale. I fascisti sono arrivati, come da copione, protetti da un impressionante spiegamento di forze di polizia. Sono entrati da una porta di servizio, mentre tutta la facoltà e i suoi accessi erano presidiati da studenti. Quella che doveva essere una pubblica conferenza in aula 26 si è trasformata quindi in un’esigua presenza (senza conferenza e senza un relatore) nell’aula 3, sorvegliata a vista da schiere di polizia in borghese dentro la facoltà e celerini nelle vie adiacenti pronti ad intervenire. Qui c’è da essere chiari: questi soggetti, che ci impongono i tagli all’università, le missioni militari, la continua precarizzazione del mercato del lavoro, ora si scandalizzano se qualcuno gli nega l’agibilità politica; ma la cosa non deve stupire: proprio coloro – studenti e lavoratori – che subiscono ogni giorno gli effetti delle politiche da macelleria sociale di questi politicanti, si sono opposti praticamente, e con determinazione, alla loro presenza in facoltà. |
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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Dicembre 2011 13:15 |
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